CENA FEDELISSIMI: MIGNANI, RADICE E ARGILLI

 

Il capitano di allora oggi è l’allenatore della Primavera bianconera. Michele Mignani ripercorre quell’annata carica di gioia e di leggenda. “A parlarne adesso sembra tutto tanto facile – sorride -, in realtà non è stato così. Quando sono arrivato tutti dicevano che Siena non voleva la serie B e siamo andati in serie B. Tutti dicevano che Siena non voleva la serie A e siamo andati in serie A. Siamo riusciti a centrare traguardi incredibili. Il campionato in cui raggiungemmo la massima categoria fu esaltante. Alla fine, come diceva il presidente, realizzammo davvero un sogno”. Quanto di Papadopulo c’è nel Mignani allenatore? “Il mister – sottolinea l’ex capitano – mi ha lasciato cose importanti, sia a livello umano che professionale. Anche se a dire la verità mi ha fatto anche tanto arrabbiare….”.

“E’ stata una cavalcata incredibile”: così Ruggero Radice ha definito la stagione 2002/03. “Un’esperienza forte di cui ricordo ancora perfettamente come fosse oggi ogni più piccolo aneddoto e ogni dettaglio. Un’esperienza bella a livello professionale, ma soprattutto a livello umano: quello che abbiamo vissuto ci ha arricchito come persone. Questa è una città straordinaria, grazie ai tifosi bianconeri che ci sono sempre stati vicini anche nei momenti più difficili e ci hanno permesso di raggiungere il nostro grande traguardo”.

Stefano Argilli di gol belli, con la maglia della Robur, ne ha fatti tanti. Quello all’Atalanta, però, ha avuto un sapore particolare… “E’ stato un momento davvero esaltante – ammette -, che mi ha fatto vivere due metri da terra anche nei mesi successivi…”. “Quell’anno nessuno ci credeva – dice l’ex jolly della Robur -, sfido chiunque a dire che allora qualcuno avrebbe pensato di vedere il Siena a San Siro. Invece il Siena a San Siro ci ha giocato e la speranza di tutti è che possa tornare a pestare quell’erba già dal prossimo anno”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line