“È giunta l’ora cara Robur… dobbiamo di nuovo salutarci. Dopo due anni intensi, è arrivato il momento di separarci ancora, per la terza volta”. Leonardo Ceccherini affida al proprio profilo Instagram il pensiero d’addio dopo la separazione consensuale.
“Forse è stata proprio l’intensità di questi due anni a fare la differenza – spiega l’ex preparatore atletico – ogni giorno, 140 km per ogni singolo allenamento, due lavori in due città diverse, la pressione costante di dover fare bene… alla fine sono arrivato stanco. I cambiamenti, si sa, portano sempre qualcosa di nuovo: una nuova proprietà, nuovi metodi, abitudini diverse. E tutto questo mi ha fatto sentire, con onestà, di non essere più nelle condizioni di dare il mio 100%”.
“Non nascondo, che per alcuni aspetti, mi sarebbe piaciuto ricevere un trattamento diverso – prosegue Ceccherini – è vero, l’ultima stagione è stata altalenante, ma troppo in fretta si è dimenticato quanto fatto l’anno precedente, quando abbiamo stravinto un campionato senza mai perdere una partita.
Tante persone di Siena o legate a Siena avevano messo passione e cuore davanti a ogni altro aspetto, anche economico. Ma come detto, cambiamenti portano cambiamenti… e lo accetto”.
Ceccherini passa poi a ringraziare “di cuore Mister Tommaso Bellazzini, il preparatore atletico Gianmaria Bernini e tutti i membri dello staff: in soli tre giorni mi hanno fatto sentire accolto, voluto e apprezzato, nonostante arrivassi da una gestione precedente. Credo davvero che il Siena sia in ottime mani!”.
“Torno al mio lavoro, che con lungimiranza ho scelto di mantenere, per potermi garantire un futuro – conclude – mi porto dentro la soddisfazione della mia seconda promozione da preparatore atletico del Siena e l’orgoglio di aver indossato quello stemma sul petto. Che piaccia o no, faccio parte della storia di questa società: nelle immagini, nelle gioie, nei dolori. E questo nessuno potrà mai portarmelo via! Tornare nel calcio? Ad oggi direi di no… ma quando è la passione a guidarti, essere coerenti non è mai facile. Vedremo. Adesso mi godo la mia bambina, torno al mio lavoro, alla mia vecchia vita. Ma tiferò sempre Siena. Perché io sono di Siena. Sempre e per sempre, Forza Robur!”.
Fonte: Fol
