CDS: Ac Siena, è una vergogna Mps si responsabilizzi

Cosa c'è dietro a questo teatrino raccapricciante, che dura ormai da almeno due mesi, tra Ac Siena e Banca Monte dei Paschi? Perchè si sta arrivando alla volontaria chiusura di una società che esiste da 109 anni, dà lavoro a cento persone che vogliono dire cento famiglie, è la seconda azienda del territorio e contribuisce ad uno sviluppo sociale-economico che coinvolge migliaia di cittadini? Ce lo devono spiegare, in primis, i vertici della Banca Monte dei Paschi che può essere anche "ex" (sponsor), ma che comunque è stata compartecipe della gestione disastrosa della società bianconera e tutt'oggi detiene in pegno le azioni di quasi tutte le componenti che compongono l'Ac Siena: dalla Senio srl dei Mezzaroma alla Siena Insieme srl con i vari Progetto Malizia, Navigator, Montevalori, Btp, Finanziaria di sviluppo eccetera. La scusa che i nuovi dirigenti montepaschini vogliono smarcarsi nettamente dai precedenti è fin troppo banale e deleteria, se non addirittura prepotente e malvagia. La domanda è scontata: è possibile che la vecchia Robur sia stata usata come oggetto, o peggio, vittima sacrificale per altre finalità di tipo politico-economico? Perchè risulta davvero impossibile da capire come un bene prezioso della comunità, quale è la Robur, possa essere svilito, massacrato e lasciato morire in questo modo. Per tre-quattro milioni di euro che nel giro di pochi mesi, tra "paracadute" e vendita di giocatori, possono rientrare per almeno il triplo. Altri interrogativi: la famiglia Mezzaroma perchè invece di ostentare fiducia e sicurezza non si è mossa quando i vertici del Mps hanno annunciato di non voler continuare nella sponsorizzazione? O a febbraio quando Pierpaolo Sganga si è dimesso dalle sue cariche interne all'Ac Siena evidenziando, tra l'altro, i problemi finanziari che puntualmente si sono verificati a giugno? E' una vergogna quello che sta accadendo intorno al Siena calcio perchè si sta giocando sulla pelle di tanti cittadini appassionati e soprattutto lavoratori, di dipendenti che hanno addirittura sacrificato parte del loro stipendio (che non è quello dei giocatori, ma di semplici lavoratori da mille euro al mese) aderendo al progetto di decurtazione presentato poi con successo al Monte dei Paschi. La famiglia Mezzaroma, non più tardi di venti giorni fa, ha perfino dichiarato per bocca del presidente Massimo, di essere pronta a mettersi subito da parte, senza richieste di buonuscita o altro. Tutto questo per salvare la società. Ci sarà da capire, allora, perchè l'unica trattativa seria e concreta per il cambio di proprietà sarebbe stata stoppata dalla Banca. (Andrea Bianchi S. )

Fonte: Corriere di Siena