Cavallo: “Siena la devo solo ringraziare. In futuro vorrei allenare la Robur”

A Chiavari, tra i tifosi bianconeri, c’era anche Luca Cavallo, indimenticabile centrocampista della Robur e uno degli artefici della storica promozione in A, anima e cuore di quella squadra che ci regalò la Lucida Follia. “Ho mantenuto i rapporti con gran parte della tifoseria, sapendo che vivo lì mi hanno chiamato e ci siamo visti in curva. Era tantissimo che non vedevo il Siena”, racconta Cavallo al Fedelissimo Online.

Che esperienza è stata?

Sul campo l’Entella è stato superiore, cinico nei momenti clou della gara. Sugli spalti è stato bello, mi ha fatto molto piacere. A Siena d’altronde ho passato anni bellissimi.

La Robur la stai seguendo?

La seguo sempre, vedo che ci sono delle difficoltà. Credo ci sia poca chiarezza dirigenziale. Si capisce che c’è parecchia confusione. Padalino lo conosco da quando giocava, aveva personalità e quella non gli mancherà mai. Al di là di tutto, le prestazioni a volte sono discrete. Manca il risultato pieno per dare tranquillità a quest’annata turbolenta.

Domenica c’è Pescara-Siena e Cavallo è un doppio ex.

Sono stato sei mesi a Pescara, venivo da un infortunio al crociato e il Genoa mi mandò lì in prestito. Furono sei mesi positivi, anche se arrivò la retrocessione. Ma più che altro mi sento un ex del Siena. Lì ho vissuto tre annate spettacolari.

La prima dopo la vittoria della Serie C, la seconda portò la salvezza miracolosa, la terza la Lucida Follia. In totale 72 presenze e 4 reti in maglia bianconera.

Il primo anno ci davano per spacciati, anche se la squadra era buona, e centrammo una salvezza tranquilla e serena. L’annata che porto più dentro è la salvezza nel secondo anno. Tornai a gennaio ed eravamo in fondo alla classifica. La vera vittoria del campionato è stata quella salvezza, non il successo dell’anno dopo.

Dopo la promozione in A però non arrivò il rinnovo di contratto.

Visto quello che avevo fatto in quell’anno e mezzo, il rammarico c’è eccome. Ci sono stati degli screzi, giusto o sbagliato che sia fa parte del gioco. Mi è dispiaciuto ma non porto nessun rancore.

Siena raggiunse l’olimpo del calcio con le sue forze. Significa che la storia si può ripetere?

L’artefice è stato De Luca, che ha fatto credere alla piazza qualcosa che sembrava impossibile. È stato molto bravo nel creare un’unione tra squadra, città, Comune, Mps. Tutti avevano lo stesso obiettivo. Ci vogliono gli uomini giusti al posto giusto, forse quello che manca all’attuale società.

E anche a quella precedente. Nel 2016, in un’intervista, dicesti che “Anna Durio è una garanzia”.

Anna Durio era una garanzia, ha tirato fuori diversi soldi. Però il problema sono le persone che ti metti attorno e a cui dai potere. È sempre l’uomo che fa la differenza, poi servono anche i soldi. Ma se non c’è l’uomo, quei soldi li perdi.

Il futuro di Cavallo nel mondo del calcio?

Mi piacerebbe allenare, magari anche il Siena. Quest’anno ho iniziato a Sora in Eccellenza e non è andata bene per alcuni problemini. Sono stato esonerato dopo 4 vittorie, un pari e una sconfitta. Tutto ciò ha dell’assurdo ma va bene così.

Hai già una bella esperienza nel settore giovanile.

Ho creato una scuola calcio a Chiavari, in un anno e mezzo è passata da 20 a 120 ragazzi, adesso ne ho una quarantina per problemi di spazi. Ma il mio obiettivo è allenare i grandi e fare qualcosa di importante.

Un saluto ai tifosi?

Qualcuno l’ho rivisto in curva, altri alla cena dei 50 anni dei Fedelissimi. Li saluto molto volentieri perché la tifoseria mi ha dato tantissimo. Lo ripeto sempre, fa parte della mia storia e la porto nel cuore. Devo solo ringraziare questa città.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol