Questa mattina, a pochi giorni dalla semifinale playoff sul campo del Prato, ha parlato in conferenza stampa il difensore bianconero Daniele Cavallari, fresco di rinnovo con la Robur anche per la prossima stagione. Per il centrale classe 2001 il prossimo sarà il quarto anno consecutivo in bianconero, a conferma di un legame sempre più forte con Siena e di un ruolo da assoluto punto di riferimento all’interno dello spogliatoio. In questa stagione, dopo una prima parte complessa, grazie all’arrivo di mister Voria Cavallari ha ritrovato spazio e continuità: per lui 16 presenze complessive, 14 dal primo minuto, di cui ben 11 arrivate proprio sotto la nuova gestione, impreziosite anche dal gol segnato sul campo del San Donato. Queste le sue parole.
Il rinnovo – “Sono contentissimo, non ci ho pensato un secondo a dire di sì. Sono davvero felice: quattro anni nello stesso posto penso non mi siano mai capitati”.
Domenica – “Soprattutto nel primo tempo non abbiamo fatto quello che il mister ci aveva chiesto e infatti abbiamo preso due gol strani, nati da episodi e da disattenzioni con la palla. La consolazione è che la vittoria non avrebbe cambiato niente ai fini della classifica, però da difensore prendere tanti gol come domenica mi ha fatto arrabbiare molto”.
La semifinale – “Sarà una partita stimolante, con una bella cornice di pubblico. Andremo a Prato con entusiasmo, fiducia e voglia di giocarcela, come abbiamo sempre fatto, per provare a continuare questo trend positivo”.
Verso la semifinale – “A fine stagione si è inevitabilmente un po’ più stanchi, però ho recuperato e mi sento bene. Nello spogliatoio tira la solita aria: siamo sereni, ridiamo e scherziamo, ma con la consapevolezza che domenica ci sarà una gara difficile. Cerchiamo comunque di vivercela nel miglior modo possibile”.
La prima parte di stagione – “Quando uno non gioca difficilmente è contento, però ho cercato di dare sempre il massimo, soprattutto fuori dal campo, senza mollare e allenandomi anche più degli altri. Credo che questo si sia visto, perché giocare tredici partite di fila dopo un periodo in cui spesso rimanevo in panchina significa essere sempre rimasti sul pezzo. Dal punto di vista mentale chiaramente l’ho accusata, ma piano piano è passata e con il cambio di allenatore ho avuto solo benefici”.
L’esultanza di San Donato – “Sono andato subito verso la panchina dai ragazzi seduti perché, dopo tanto tempo passato a guardare, mi sembrava giusto abbracciarli. Poi chiaramente anche mister Voria, perché come ho sempre detto posso solo ringraziarlo”.
La rosa del Siena – “Secondo me la rosa è competitiva, siamo una squadra forte e penso che lo abbiamo dimostrato sul campo. La cosa difficile sarà mantenere la continuità e migliorare, come dice il mister, nell’essere più cattivi e ignoranti in determinate situazioni. Per il resto siamo una squadra che se la può giocare con chiunque, però adesso pensiamo solo a domenica: al prossimo anno penseremo dopo”.
Il Prato – “Sono una squadra molto in fiducia e giocando in casa avranno anche l’ambiente dalla loro parte. A noi però questo non deve pesare: deve darci entusiasmo e forza per dimostrare chi siamo. Può succedere di tutto, da una partita piena di gol a una gara molto bloccata”.
La stagione – “Nel periodo delle otto partite senza vincere magari potevamo fare meglio. Per il resto siamo partiti bene e abbiamo chiuso nel migliore dei modi. Vincere sarebbe stato difficile, però con qualche risultato migliore nella fase centrale probabilmente saremmo potuti arrivare più in alto del quarto posto”.
Cosa rappresenta il rinnovo – “Sicuramente una vittoria personale. Significa non aver mollato ed essere rimasto sul pezzo in una realtà alla quale sono molto affezionato. Sarebbe stato più facile andare via e non nego che a un certo punto ci abbia pensato, perché quando giochi così poco è normale fare delle valutazioni. Però mi sarebbe dispiaciuto tantissimo lasciare Siena in questo modo e probabilmente avrei avuto dei rimpianti, che fortunatamente oggi non ho. Per questo rappresenta una vittoria personale importante. A spingermi a restare sono stati l’affetto per la città e i tifosi e il mister: fossi andato via prima del suo arrivo avrei battuto la testa sul muro (ride, ndr)”.
(Boscagli Niccolò)
Fonte: Fol