CAUSARANO: ORGOGLIOSI DEL CENTRO BODYTECH

 

Non poteva mancare alla conferenza di presentazione del libro ‘ma guarda il Siena’ il medico della Robur Andrea Causarano, pedina insostituibile e invidiata della società bianconera. “Molto spesso il Bodytech viene associato a me: sbagliato – esordisce -. E’ merito dell’idea e del lavoro di Giorgio D’Urbano se il Siena può vantarsene. Il laboratorio, e lo stesso il libro, grazie alla collaborazione di tutti, da centro di programmazione e valutazione degli allenamenti si è allargato a struttura sanitaria pura per il recupero degli atleti. Abbiamo a disposizione strumenti innovativi di riabilitazione e prevenzione primo su tutti la Dexa. Si tratta di una macchina che serve per la misurazione della massa magra e della massa grassa: le diverse società di calcio usano ancora le ‘pinzette’, spesso gli sportivi vanno in ospedale per farsi esaminare con quella. Noi ce l’abbiamo”.
Sorride Causarano. “Il Bodytech è per noi motivo d’orgoglio – dice -, non solo è venuto il Barcellona a farci visita, ma l’Università di Firenze ha fatto con noi una convenzione perché gli studenti di Medicina e di Scienze motorie possano fare tirocinio nel nostro centro: è un riconoscimento a livello legale. Inoltre, con la Scuola di specializzazione in Cardiologia di Siena abbiamo portato avanti cinque lavori di ricerca: uno di questi, riguardante i diametri cardiaci indotti dall’allenamento, verrà addirittura presentato al Congresso Internazionale di Stoccolma”. Non solo. “Sul Bodytech sono state fatte anche due tesi – aggiunge Causarano – una a Siena e l’altra a Roma, all’Università di Tor Vergata, già pubblicata”.
La pubblicità, come si dice, è l’anima del commercio… “Molti sportivi – spiega il medico della Robur -, hanno richiesto la nostra collaborazione sapendo che di noi si possono fidare. I calciatori, in questo senso, sono molto ‘piccosi’: si fanno curare dai professionisti di cui si fidano”.
Il Bodytech ha sede a Colle Val d’Elsa, presso gli impianti dove si è allenata fino a ieri la Robur. “Quando si parla di cambiare campo di allenamento – sottolinea Causarano -, non si cambia solo il rettangolo verde con le due porte, ma un’intera struttura: la palestra, gli spogliatoi, le sale di lavoro. E’ un cambiamento che richiede del tempo. Vero è che pensare che il Siena, ai livelli in cui milita e alle strutture di cui è dotata, non abbia mai avuto un proprio campo e abbia dovuto pagare ad altri un oneroso affitto, fa dispiacere. Stride”. “Presi i nostri meriti – conclude con una battuta Causarano -, ora non date a noi la colpa della retrocessione… Noi facciamo quello che possiamo…”. Come scrive D’Urbano alla fine della prefazione: “Il calcio non è scienza esatta e questo lo sa chiunque”… (Angela Gorellini)