Cappelluzzo eroe per caso

 «Che dire, penso che il sogno che ogni bambino ha fin da piccolo, per me si è avverato… Chi se lo sarebbe mai aspettato, esordire in serie B e' riuscire anche a segnare..: Grande emozione… Dispiace solo per il risultato…»: Cosa gli passi per la testa nel day alter del debutto, Pierluigi Cappelluzzo lo ha voluto condividere con gli amici di Facebook. Tipico, per un ragazzo che non ha ancora diciotto anni e che senza nemmeno accorgersene si è trovato protagonista del film in cui avrebbe sempre voluto recitare.

COPIONE DA GRANDE – E copione, di quelli costruiti sui colpi di scena, sugli effetti speciali. Una storia forse non originale, lo stesso entusiasmante. Quella di un ragazzo di provincia che nasce con, la palla al piede e spera un giorno di diventare un campione. Sulla scia dei grandi attaccanti dell'Inter, squadra che tifa da sempre. Sulle orme di Giannetti e Rosseti con cui condivide un passato comune e un futuro tutto da scrivere. Siena è li, a una quarantina di minuti dalla sua Pienza, gioiellino di 2200 anime immerso nella splendida Val d'Orcia, e Pierluigi, inizia a farsi le ossa nel settore giovanile della Robur. Arriva in Primavera. E per lui arriva' anche il prino colpo di scena. Le lacrime di Plasmati dopo. il crack al crociato, sono una brutta scena da vedere. Ma la vita non aspetta, il posto va colmato.

EROE PER CASO -.Nessuno svincolato fa al caso di Beretta. Serve un uomo: il mister sceglie Cappelluzzo. Qualche apparizione in prima squadra c'era già stata, ma sempre e solo da semplice comparsa. Mai era stato chiamato tra i grandi per rimanerci. Qualcosa è cambiato, allora, se un minuto prima sei pronto con i compagni della Primavera a tenere alto il nome di Siena al Torneo di Viareggio, un minuto dopo sei in campo a preparare la trasferta di Bari. Il secondo colpo di scena, il forfait di Rosseti. Un guaio muscolare costringe l'altro baby bianconero ai box. La sfortuna di uno è la fortuna dell'altro. Capita anche questo e non solo nei film. Cappelluzzo èl'unica prima punta in squadra e se il mister preferisce farlo partire dalla panchina è solo per non caricarlo di troppa, responsabilità. «Ha grandi qualità, ma è un '96. Gli va dato tempo».

FORTUNA – La sua vera fortuna, però, è che Beretta nei giovani ci crede, non temé il rischio, sa dosarli e quando è il momento non guarda alle anagrafe. Cappelluzzo entra in campo e lo fa con piglio e personalità. e la fortuna in questo c'entra poco. Fabbrini gli sforna il cross perfetto'e lui non si lascia pregare. Un'incornata per il gol che ha sempre sognato. Se non è questo un effetto speciale… La Robur spera di poter pareggiare, con lui in campo è tutta un'altra storia. Non ci riesce, finisce 21, per il Bari: il Siena perde la partita ma vince Cappelluzzo. Un premio per il ragazzo, per Beretta e il suo coraggio e per la Robur che ha trovato in casa un'altra promessa, dopo Giannetti e Rosseti, su cui costruire la sua fortuna. I riflettori sono accesi, ora sta a Cappelluzzo scrivere il resto del copione.

Fonte: Corriere dello Sport