Caos ripescaggi, il verdetto del Tar entro 45 giorni

Concentrati sul campo, quasi ci eravamo dimenticati che sei mesi fa il Tar rinviò al 26 marzo la discussione in merito al caos ripescaggi. 26 marzo cioè oggi, precisamente stamattina, quando a Roma si è riunito il Collegio del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, composto da Anna Maria Verlengia, Francesca Petrucciani, Francesca Romano e dalla presidente Germana Panzironi, che, per chi se lo fosse dimenticato, è la cugina di Valeria Panzironi, capo ufficio legale di Coni Servizi (adesso Sport e Salute), di cui è presidente Roberto Fabbricini.

Presenti alla discussione i legali delle cinque società ricorrenti (Siena, Novara, Catania, Ternana e Pro Vercelli) e la difesa composta da Lega B e Figc che, a quanto sembra, avrebbe scaricato le responsabilità sul Coni. Il Tar adesso dovrà pronunciarsi entro 45 giorni (da domani ogni momento è buono), ma la sentenza, comunque vada, non sarà definitiva, perché chi perde potrà appellarsi al Consiglio di Stato.

In caso il ricorso venisse accolto, vista l’impossibilità di un provvedimento retroattivo, si aprirebbero le porte al risarcimento economico. La cifra è calcolata su vari parametri (mancato incasso diritti tv, perdita del contributo di Lega, perdita degli sponsor, mancati abbonamenti, calo del valore della rosa, ritardo del campionato etc…) e si basa su analisi privatistiche. Ogni società, quindi, ha elaborato un proprio risultato. La Ternana ha chiesto 18 milioni di euro, il Catania ne ha annunciati 20 ma secondo www.sporterni.it ne ha chiesti 33. Per il sito umbro la Pro Vercelli ne ha richiesti 13 e il Siena 10, anche se la cifra relativa ai bianconeri dovrebbe essere più bassa di qualche milione.

A prescindere dall’importo, già vedersi riconosciuti i propri diritti sarebbe un primo importante passo. Impossibile comunque fare previsioni. Il Tar stesso si era espresso con un decreto cautelativo dove riconosceva alle società ricorrenti un danno incalcolabile per il fatto di non essere state ripescate, ma quel decreto venne poi clamorosamente ritirato a seguito del ricorso di Lega B e Figc. Quindi, ancora una volta, inutile illudersi, perché può succedere di tutto. Ma la Robur, come sempre, non mollerà di un centimetro. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL