Caos Livorno: i tifosi contro Perotti «Mi prendo una notte per riflettere»

Livorno sempre più nel caos. Dopo l’esonero di Davide Nicola, il presidente Spinelli era riuscito a convincere Attilio Perotti, responsabile dell’area tecnica, a prendere in mano la squadra garantendo però la continuità dopo che lo stesso presidente aveva manifestato la volontà di smantellare tutto. Sembrava tutto fatto e alle 19 di ieri sera Attilio Perotti veniva presentato ufficialmente come nuovo tecnico nei saloni del Centro Coni di Tirrenia. Solo che la conferenza stampa, alla quale erano presenti anche i direttori Capozucca e Signorelli, è stata interrotta dall’arrivo di una delegazione dei tifosi della curva Nord, dopo che la società aveva concesso loro l’autorizzazione ad assistere all’incontro con i giornalisti. Solo che ad un certo punto tutto si è trasformato in una sorta di faccia a faccia tra il tecnico e i tifosi. «Se Spinelli non ha più voglia passi la mano, ma non lasci la società in bancarotta — questo il messaggio dei tifosi —. A noi interessa solo la maglia. Lei non doveva accettare e doveva dare le dimissioni». Perotti ha cercato di spiegare le motivazioni perché lo hanno spinto ad accettare la panchina, ma non c’è stato niente da fare. 

Situazione allucinante Perotti, che ha sempre considerato la Curva «il cuore della tifoseria», è rimasto visibilmente scosso da questo duro faccia a faccia. «Se le cose stanno così — ha detto —, se i tifosi non mi vogliono, è giusto che mi prenda una notte per riflettere sulla mia decisione». Una situazione allucinante con la squadra che questa mattina tornerà ad allenarsi con la speranza che la seduta venga diretta da Perotti. Il tecnico ieri prima di incontrare i giornalisti aveva parlato con la squadra chiedendo a tutti il massimo impegno. L’unica defezione era stata di Schiattarella che, molto legato a Nicola, una volta venuto a conoscenza dell’esonero, aveva chiesto alla società di essere ceduto allo Spezia e il Livorno lo ha accontentato. Tornando all’esonero di Nicola, Perotti aveva dichiarato: «Se Nicola non è più qui, è una sconfitta di tutti, mia e di tutti quelli che hanno lavorato con me. Ha ancora due anni di contratto e abbiamo fatto di tutto per evitare l’esonero». Poi ha spiegato il motivo per il quale ha accettato la conduzione della squadra. «Il presidente mi ha assicurato la continuità della società. Nessuna smobilitazione. Se ho accettato non l’ho fatto né per soldi né per prestigio, ma solo perché ho lavorato due anni duramente e vorrei che ci fosse continuità. Se non riusciamo a mantenere la categoria deve essere chiaro che noi lotteremo il prossimo anno in B per provare a risalire con una squadra competitiva». Sul mercato: «Ci sono giocatori che vogliono andare via, un po’ per carriera, un po’ per la situazione e per la classifica. Chi vuole andare via vada via. Io non metterò veti, ma chiederò sostituti all’altezza». 

Fonte: La Gazzetta dello Sport