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Cannoni: “La D del prossimo anno ricorda quella vissuta negli anni Settanta”

“Nell’animo del tifoso la vittoria è la stessa, in qualunque categoria. Anche se siamo al livello più basso della storia, per me vincere un campionato è sempre bello. Il sogno è che da questo passo si possa iniziare un progredire verso situazioni importanti, già tornare nei professionisti sarebbe un grosso successo. Non illudiamoci, perché la D del prossimo anno ricorda quella D che abbiamo vissuto negli anni Settanta in cui era difficilissimo vincere”. A parlare è Fabio Cannoni, storico tifoso bianconero e co-fondatore dei Fedelissimi, che ieri sera ha ricevuto il “Roburrino” dal Siena Club Enrico Chiesa.

Al momento della premiazione, Cannoni ha spiegato il suo ricordo più bello da tifoso. “Non mi trovo d’accordo con la maggioranza: per me è stato il 7 maggio 2000, la promozione in B. Vero che dopo tre anni siamo andati in A, però quella era una promozione attesa da mezzo secolo, con tutte le problematiche che c’erano state precedentemente. Dopo la partita col Sandonà non ebbi il coraggio di entrare in campo. Rimasi in gradinata a piangere come un bambino di tre anni”.

E il ricordo più brutto? “Ce ne sono stati tanti, noi tifosi del Siena non abbiamo mai vissuto un’estate tranquilla. Tutti gli anni c’era l’ansia di sapere cosa succederà, tra società, squadra, scommesse, rischio iscrizione. In uno dei momenti di maggior difficoltà nacquero i Fedelissimi. Era il 1970, prima retrocessione in D, che fu un dramma per Siena, abituata a viaggiare, negli anni Sessanta, in una C forse migliore di quella di oggi. La Robur partì con 13 giocatori, perse 4-0 a Borgo San Lorenzo. Dal salotto del Babbini, assieme tra gli altri a Lorenzo Mulinacci, è venuta fuori una storia che va avanti fino ad oggi”. (G.I.)

Fonte: Fol