Cannibali di Paolo Brogi

Sì cannibali. Cannibali di speranze, di certezze, di allenatori, di giocatori e speriamo non di futuro perché viste le premesse rischiamo di mangiarci anche quello. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Sarò ripetitivo ma qui, nella terra del “tutto e subito” la pazienza finisce ancora prima di cominciare. Quando Maddaloni ha preso il posto di Gilardino c’è chi ha festeggiato. <Si vede già un gioco diverso>, disse al sottoscritto uno importante dopo la partita con il Modena. Io avevo visto, all’epoca, una squadra tignosa, quella emiliana, che non ci pensava due volte a calciare lontano la palla o a fare ostruzionismo pur di portare a casa i tre punti. Poi ne avevo vista un’altra presuntuosa che giocava palla dal basso perdendola quasi sempre al limite dell’area. La prima squadra vinse, la seconda perse. Quasi la verifica di una formula matematica. Però <Si vede già un gioco diverso>, ripeto, mi aveva detto quello importante. Era chiaro da subito come il buon Maddaloni avesse le ore contate. Gubbio e Olbia battute all’insegna del “io speriamo che me la cavo”, il tracollo con il Grosseto, l’immancabile sfortuna e un destino simile al predecessore Gilardino. Entrambi gli allenatori bianconeri sono stati esonerati dopo una partita positiva, perché nonostante l’uomo in meno contro il Pontedera il Siena ha fatto il suo. Magari con tanta confusione ma comunque con una buona dose di grinta. Capitolo chiuso. Via Gilardino, via Maddaloni e nel giro di un paio di partite via anche Negro. A meno che, come almeno il sottoscritto spera, il buon Paolo non trovi strada facendo un paio di risultati importanti. E magari ci ‘mangiamo’ anche lui lo stesso. Perché cambiare è bello, anche se la ‘novità’ dura poco prima di finire nel calderone. E qui c’è una squadra già in confusione che rischia di sprofondare verso il basso, nonostante qualche qualità la rosa ce l’abbia. Siamo quasi nel 2022 e siamo nei guai. Il brutto è che a metà stagione e con una squadra al decimo posto la rosa dei mister papabili si restringe molto, soprattutto tra i pochi quotati ancora in giro. Non avendo un budget consistente (altrimenti sarebbero già state fatte altre scelte) è chiaro che se il buon Negro non funzionerà la nostra Robur farà sedere in panchina un po’ quello che passa il convento.

Chi? Non ho consigli da dare. Non ho la presunzione di aver la soluzione in tasca. Mi limito a dire che considero la stagione in corso semplicemente da salvare. Ossia da concludere lontano dai problemi. Fino a qualche settimana fa pensavo ad una Robur da play-off, adesso sono preoccupato e non ho più questa certezza. Anzi. Se mi proponessero di chiudere nella terra di nessuno, ossia tra quelli che dopo l’ultima giornata vanno in vacanza firmerei subito. Senza esitare un attimo. Credo che al Siena serva una guida esperta, il classico normalizzatore capace di portare la nave in porto senza troppi patemi e poi accomodarsi, se non verrà ‘cannibalizzato’ prima. Non conta il gioco, le gare di stile le lascio volentieri ad altri. Conta che il Siena faccia i punti necessari per stare fuori dai guai. Giocando malissimo, facendo le barricate, facendo qualsiasi cosa per strappare punti all’avversario di turno. Qui non servono ‘diagonali’, ‘cambi di fronte’ o ‘uno-due rapidi’. Qui servono punti. Sì proprio come quei due che rischiamo di perdere a tavolino per qualche erroruccio. Tra l’altro le prossime due trasferte prima di Natale non si presentano proprio come passeggiate di salute. Rischiamo di allungare la serie nera ma è molto meglio non pensarci. Speriamo che il nostro Paolo sappia motivare bene la squadra e faccia il primo miracolo già a Cesena. Speriamo che il nostro Giorgio riesca a puntellare la squadra nei giusti settori giusti a gennaio. Speriamo che i ragazzi in maglia bianconera si compattino e trovino la forza per uscire dai guai. E’ Natale ed è il momento giusto per sperare. Magari senza mangiarci, oltre al panettone, qualche altra cosa di bianconero. Noi ‘cannibali’ questo vizietto lo abbiamo. Da sempre. Forza Siena. (Paolo Brogi)

Fonte: FOL