Cancarini: “A Siena mi sento l’uomo più felice del mondo. I ragazzi sono molto uniti”

Durante la trasmissione ‘C’ero anch’io a Grifo Cannara’ su RadioSienaTV, è intervenuto il preparatore dei portieri Nicolas Cancarini. Di seguito le sue parole:

Studi – “Sono laureato in psicologia e questo mi è utile nel lavoro che faccio. Secondo me la psicologia fa parte del ruolo del portiere in modo particolare, sul lato tecnico e scientifico mi ha aiutato tantissimo per anticipare movimenti e traiettorie. Utilizzo anche incidenti cognitivi per portare il portiere ad avere la massima attenzione in una fase di gioco”.

Lavoro – “Il mio approccio negli allenamenti è molto simile alla gara, non mi piace fare cose canoniche o già viste e riviste. L’obiettivo è tenere la concentrazione sempre alta e per farlo cerco di sviluppare anche cose divertenti, perché il calcio alla fine è pur sempre un gioco. Ad esempio se i ragazzi dovessero farsi trovare disattenti durante un esercizio, io tiro in porta e, se la palla entra, gli faccio fare i piegamenti facendogli tenere il conto in lingue diverse. Lo faccio per stare allo scherzo, è un modo per fare gruppo. Poi ovviamente ci sono grosse basi di psicologia e attitudine, e anche aspetti che poi in gara andranno a ritrovarsi, come palle oscurate e sagome”.

Portieri – “Ho la fortuna e il piacere di avere quattro ragazzi fantastici. Narduzzo mi aiuta molto a livello di gruppo, poi sono molto contento di poter allenare un ragazzo di Siena come Marcocci. Mi piace l’interazione che si è venuta a creare con tutti loro. Da qualche settimana è arrivato Leggiero che è stato integrato senza nessun problema, e da qui si capisce la forza del gruppo. Sono molto uniti, anche contro di me (ride, ndr)”.

Carriera – “Ho iniziato alla primavera del Brescia, poi sono arrivato in prima squadra. Successivamente sono andato a Rezzato e l’anno scorso a Chievo, dove ho lavorato con la primavera. Io e mister Gilardino, dopo l’esperienza di Rezzato, ci siamo tenuti sempre in contatto; lui mi voleva anche l’anno scorso però non c’erano le condizioni”.

Siena – “A giugno il mister mi ha richiamato dicendomi che mi avrebbe portato ovunque, e dopo avermi detto che voleva andare a Siena non ho esitato un secondo. Per me Siena è una piazza importantissima. Tanti mi hanno detto che sono stato un matto a lasciare una società professionistica per scendere in interregionale. In questo momento io sono la persona più felice di questo mondo”.

Campionato – “Credo che abbiamo tutte le armi per tornare sopra. La palla è rotonda ma siamo noi a scrivere il nostro destino. I tanti rinvii? Non ci fanno spostare minimamente il nostro focus. Ad inizio anno pregavamo per aver qualche giorno in più per trovare la condizione e fare gruppo. La cultura dell’alibi non ci appartiene”.

Scandicci – “Nello spogliatoio ho perso un polmone, ero convinto me lo stesse strappando Narduzzo. La cosa più bella sono stati Gragnoli e Marcocci che sono andati ad abbracciarlo, è un’immagine che non dimenticherò mai”.

Idoli – “Il mio portiere preferito? Faccio più nomi: Narduzzo, Marcocci, Gragnoli e Leggiero, in ordine sparso”. (J.F.)

Fonte: Fol