Camilli: “Tranquillo Siena! Sei già salvo”

«Contro il Siena ho sempre perso…»: parte piano Piero Camilli. Ma è solo la rincorsa: «A Grosseto fu una rapina, nel primo tempo c’era un rigore grosso come una casa su Immobile». D’altra parte non è uno da passeggiata, il presidente, la sua lingua va veloce. E taglia. E quella partita gli torna subito in mente quando sente parlare senese. E sì che anche quest’anno, la sua Viterbese, è già caduta due volte contro i bianconeri: «Ma quando siamo venuti al Franchi eravamo cotti, infatti ho cambiato allenatore». Infatti: ora c’è Puccica.

Presidente, tornerete a Siena con il coltello tra i denti? 
«Ma quale coltello, faremo semplicemente la nostra partita: puntiamo al sesto posto, arrivare settimi, ottavi o noni farebbe poca differenza. Ma ai play-off ci siamo. La verità è che la nostra stagione, per quanto buona, è stata troppo condizionata dagli infortuni, gravi e ai pezzi pregiati. Abbiamo giocato spesso con i giovani, se non altro li abbiamo potuti valutare. Al completo avremmo potuto essere terzi o quarti, dietro a Cremonese e Alessandria che hanno fatto investimenti enormi». 

E la Robur? 
«Per l’organico che ha meriterebbe di stare al nostro posto, ma ci sono le annate che vanno storte, succede nel calcio». 

Conosce qualche bianconero? 
«Freddi l’ho preso giovanissimo alla Roma per portarlo a Grosseto, lo stesso Terigi. Ho avuto anche Marotta». 

Occhi puntati sul Diablo domenica? 
«E’ un ottimo giocatore, ma alla fine non ha mai fatto il grande salto. Ha segnato tredici gol? Mica sono poi così tanti». 

La scelta Puccica? 
«E’ un ragazzo del posto, sta facendo bene. Direi vincente». 

Cosa pensa del Siena di Anna Durio? 
«La signora non la conosco, ci scambiamo il classico buongiorno e buonasera. Sì, ho visto lo sfogo, avrà avuto i suoi buoni motivi visto che ci ha messo i soldi: lì la gente dovrebbe rendersi conto che non c’è più il Monte dei Paschi e che i tempi sono cambiati. Uno può anche investire, ma non è più come qualche anno fa. Rovescio la domanda: perché alla guida della società c’è una ligure? Bisognerebbe che i senesi si mettessero le mani in tasca». 

E della Lega Pro? 
«Qualcuno mi dica che senso ha: io la eliminerei, con quello che costa; e non serve a niente». 

Chi andrà in serie B?
«La Cremonese, siamo stati noi, giovedì scorso a condannare l’Alessandria, fermandola sull’1-1». 

La Viterbese potrebbe decidere anche il destino del Siena… 
«Ma che state a preoccuparvi, ormai siete salvi. Con cinque punti di vantaggio a tre giornate dalla fine è fatta, le altre non possono vincerle tutte. Quindi domenica potete anche perdere (sorride ndr). E io sfaterei un tabù». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione