Cambio di proprietà, spostamento di girone, l’ex Cianci: la terza volta in Coppa col Teramo

“Chi tenta combine non può pretendere la nostra complicità. Noi sosteniamo la squadra, tu cedi la società”. Così recitava uno striscione che per molto tempo ha campeggiato sulla curva dello stadio ‘Bonolis’ di Teramo. La persona a cui facevano riferimento i tifosi era Luciano Campitelli, presidente dei diavoli fino alla scorsa estate, accusato – insieme all’allora DG Marcello di Giuseppe – di aver combinato la partita Savona-Teramo della stagione 2014/15 onde consentire alla squadra abruzzese di vincere il Girone B di Lega Pro con una giornata di anticipo, senza dover arrivare allo scontro diretto con l’Ascoli della settimana successiva. La Corte Federale d’Appello ritenne Campitelli colpevole di illecito sportivo, togliendo così al Teramo la possibilità di partecipare per la prima volta nella sua storia al campionato di Serie B e condannandolo a scontare anche sei punti di penalizzazione nella stagione successiva. Dopo undici anni di gestione Campitelli, nel Maggio scorso è stato annunciato il passaggio del 100% delle quote all’ingegnere elettronico Franco Iachini, imprenditore teramano a capo della Infosat, azienda leader nel campo della rete, dei Big Data ed in generale dell’Internet delle cose.

Messe in archivio un paio di annate culminate con salvezze più o meno sofferte, le prospettive in casa Teramo sono cambiate radicalmente. Il nuovo numero uno si è infatti presentato non nascondendo la voglia di andare in Serie B già da quest’anno, malgrado un girone dove la concorrenza non manca, anzi. Iachini si è affidato all’esperienza di Andrea Iaconi, dirigente con una trascorso significativo con il Brescia, che è andato a formare un binomio col confermato Sandro Federico, in passato già Team Manager nell’A.C. Siena nonché uomo di fiducia di Stronati. I due esperti dirigenti per la panchina hanno puntato su un nome di grido come quello di Bruno Tedino, reduce da una sfortunata parentesi a Palermo ma che nel curriculum può vantare esperienze formative in Federazione oltre alle due grandi stagioni di Pordenone, con cui ha sfiorato la B. La rosa è stata profondamente sconvolta, con arrivi di peso e anche dalla categoria superiore: su tutti il duo Arrigoni-Di Matteo, reduci dal doppio salto con il Lecce, Costa Ferreira, anche lui autore di una doppia promozione (Lecce e Trapani), Cancellotti, Mungo, i promossi con il Pordenone Bombagi e Magnaghi oltre all’ex Cianci.

In campionato i biancorossi sono partiti con qualche incertezza di troppo, salvo poi riprendersi fino ad arrivare ad inanellare anche quattro vittorie consecutive. I troppi punti persi all’inizio tuttavia collocano al momento il Teramo non oltre il settimo posto, costringendolo a dover recuperare su compagini altrettanto attrezzate. In Coppa Italia il cammino è stato più agevole: girone vinto contro le meno quotate Gubbio e Fano, e sedicesimi di finale superati espugnando col minimo scarto il ‘Rocchi’ di Viterbo. La sfida con la Robur non è una novità in Coppa: la sorte ha voluto far incontrare le due squadre per la terza volta in cinque anni. Nella stagione 2015/16, i bianconeri di Carboni conquistarono l’accesso alle semifinale battendo gli abruzzesi al ‘Franchi’ con una rete del desaparecido Rozzi. L’anno successivo, gli uomini di Colella capitolarono per 2-0 al ‘Bonolis’ per mano di Croce – autore di una doppietta – nella sfida valevole per gli ottavi di finale come quella di stavolta. L’ultimo incontro al Rastrello risale invece al 9 Aprile 2016: in una partita che aveva poco da dire per entrambe, la Robur si portò avanti per 3-0 alla fine del primo tempo grazie a La Vista, De Feo e Celiento, poi gli uomini di Vivarini ristabilirono la parità con Moreo, Cruciani e Palma per il 3-3 finale.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-2-1): Lewandowski; Florio, Soprano, Iotti, Gega; Viero, Santoro, Ilari; Minelli, Birligea; Cianci.

(Jacopo Fanetti)

Foto: rete8.it
Fonte: Fol