Calma piatta, anche troppo

La mancata cessione di una parte delle quote di ACN Siena al gruppo Global Service spa è stata presa con una certa indifferenza o meglio, parlando di quote minoritarie (20-25%), tutti siamo convinti che il mazzo era ed è ancora in mano alla proprietà armena a cui spetterà il compito di dare le carte per la partita più importante di questo momento stagionale: il nostro futuro. Come sempre in queste situazioni il popolo bianconero non ha nessuna possibilità di intervenire, ma solo quella di tenere alta l’attenzione su quanto succederà nei prossimi giorni. In mancanza di comunicazioni da parte del gruppo Noah – problema questo che si trascina fin dal loro insediamento alla guida della Robur, tranne che per il nuovo stadio – è difficile fare previsioni in merito ed è conseguenziale la divisione tra pessimisti e ottimisti. Ogni posizione è legittima, diciamo che senza alcun dato si tratta solo di un esercizio dialettico e che solo nei prossimi giorni potrà assumere un valore più vicino alla realtà, ma è inutile nascondere che la preoccupazione è tanta. Il silenzio in cui siamo piombati non significa che si stanno avvicinando giorni neri, non è credibile che i proprietari della società non abbiano già parlato e deciso sul futuro, non ha nessuna logica imprenditoriale buttare il bambino e l’acqua sporca, ma al contempo non ci sono quelle certezze che tutti auspichiamo. La dead line è fissata al 16 giugno, giorno in cui dovranno essere pagati ai tesserati gli stipendi e i contributi dei mesi di aprile, maggio e giugno e subito dopo, al 22 giugno, ultimo giorno utile per l’iscrizione al prossimo campionato. Ci aspettano lunghi giorni di attesa e ansia, ma questo è il destino di chi coltiva una passione su cui non ha nessun potere decisionale. (NN)

Fonte: FOL