Calcioscommesse, «Stellini innocente: chiesto il non luogo a procedere»

Il 13 maggio del 2011 si gioca Ascoli-Siena, finita 3-2. Il 29 maggio successivo, l'Albinoleffe affronta in casa la squadra toscana e vince 1-0. Due partite truccate, per il procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto di Martino, che ha già chiesto al gup, Pierpaolo Beluzzi, il rinvio a giudizio per Cristian Stellini, l'ex assistente al Siena dell'allenatore della Nazionale, Antonio Conte, oggi tecnico della Primavera del Genoa. Per Conte, giudicato con il rito abbreviato, in relazione ad Albinoleffe-Siena il pm ha già chiesto sei mesi di reclusione e quattro mesi per il suo vice Angelo Alessio."Per Stellini abbiamo chiesto il non luogo a procedere. Non ci sono elementi per andare a giudizio e intasare un Tribunale già affollato per altre situazioni. È inutile insaccare cose che troverebbero sfogo in un'assoluzione": questa la posizione dei suoi legali, gli avvocati Raffaele e Gaetano della Valle, padre e figlio, a Cremona nel giorno della difesa di Stellini alla tredicesima udienza preliminare del maxi processo sul calcioscommesse. In concorso con Stellini, sono imputati Antonio Bellavista, ex capitano del Bari, e Alex Pederzoli, all'epoca centrocampista dell'Ascoli, mentre Massimo Erodiani, il tabaccaio di Pescara, ha già patteggiato. L'accordo era di far vincere l'Ascoli, vittoria necessaria per la salvezza della squadra, mentre il Siena era già matematicamente in serie A. Secondo l'accusa i giocatori dell'Ascoli fecero una “colletta” destinata alla corruzione dei calciatori del Siena. Per questo, contattarono Erodiani, che, a sua volta, contattò Bellavista, il quale, attraverso Stellini, cercò, invano, di raggiungere l'allenatore Conte. Bellavista – sempre secondo l'accusa – ottenne la garanzia da Stellini.

Fonte: Tuttosport