Calcioscommesse; Pesoli-Gervasoni, gli sms sul telefono delle combine

 

La Corte di giustizia federale ha pubblicato le motivazioni delle condanne di Cassano, Catinali, Pellicori e Pesoli, mentre l’Alta Corte del Coni ha respinto il ricorso di Sartor. Secondo la Cgf le accuse di Gervasoni a Pesoli sono «del tutto attendibili, perché estremamente dettagliate in ordine alle circostanze e ai nomi dei soggetti coinvolti e, limitatamente all’avvenuto contatto telefonico e via sms tra i due soggetti, perché ammesse dal medesimo appellante». Pesoli aveva fatto lo sciopero della fame per cinque giorni, incatenato ai cancelli della sede della Figc, perché voleva un confronto con Gervasoni e Carobbio. Ma la Corte federale precisa che «detta audizione non è prevista come mezzo di prova nell’ordinamento sportivo, né, d’altra parte, i deferiti possono essere qualificati come testimoni dei fatti, essendo essi stessi incolpati sulla base delle proprie dichiarazioni».
Gli sms La protesta di Pesoli ha avuto un forte impatto mediatico e ha sollevato nell’opinione pubblica dubbi sulla sua colpevolezza. Forse perché la Procura federale, e di conseguenza i giudici, non hanno utilizzato (o avuto) tutto il materiale a disposizione della Procura di Cremona. La Gazzetta ha visionato alcune dettagliate informative dello Sco, il servizio centrale operativo della polizia, dell’autunno 2011. Secondo queste carte, tra Gervasoni e Pesoli ci furono 32 contatti (tutti sms) tra il 17 e il 27 maggio 2011, da sei giorni prima di Siena-Varese fino a due giorni prima di Varese-Piacenza. Nonostante Pesoli dica che il difensore del Piacenza voleva ottenere informazioni lecite sullo stato di salute del Varese (per una partita che si sarebbe giocata tredici giorni dopo…), Gervasoni per contattarlo utilizzava una sim acquistata a Como dallo «zingaro» Ilievski con documenti falsi intestati a tale Valentin Dimitrov. E con quella scheda Gervasoni contattò soltanto i giocatori finiti nell’inchiesta (e arrestati), anche attraverso utenze intestate alle mogli: 117 volte Zamperini, 36 Micolucci, 20 Bertani, 17 Pellicori, 7 Acerbis. Quando l’1 giugno scattò l’inchiesta Last Bet, quella scheda non fu più usata, a dimostrazione che serviva per fini illeciti.
Ammissioni In un’intervista rilasciata ieri a Social Football, Pesoli sostiene che la prima volta fu contattato da Gervasoni con una telefonata, ma secondo lo Sco tra loro ci furono soltanto scambi di sms (per Gervasoni e Carobbio i colloqui avvennero su Skype). E dopo il primo contatto, risulta che il 19 e 20 maggio fu Pesoli a cercare Gervasoni (in 4 giorni, 5 sms di Pesoli e 3 di Gervasoni). Nella stessa intervista, e in una precedente su Soccer Magazine, Pesoli ammette inoltre che Gervasoni gli aveva fatto intuire il suo vero obiettivo (quello di combinare Varese-Piacenza): «L’ho stoppato dicendogli che aveva sbagliato persona (…) e io ero un giocatore onesto». Ma davanti alla Procura federale aveva sempre negato questo particolare. E adesso rischia un nuovo provvedimento da parte di Palazzi.
Fonte: Calcionews24.it