Calcioscommesse – Nuovo interrogatorio per Masiello

ROMA – Dopo i clamorosi sviluppi seguiti all'interrogatorio di Masiello di ieri, riparte l'inchiesta sul calcioscommesse che sta scuotendo il mondo del pallone. Segui la giornata in diretta.

TORRENTE: «E' UNO SCHIFO» – Vincenzo Torrente, tecnico del Bari, ha commentato le recenti vicende legate al calcioscommesse che vedono coinvolta la società pugliese per episodi della scorsa stagione. "Io credo ancora nel calcio vero e pulito, anche se quello che sta succedendo è uno schifo. Ma c'è ancora gente positiva in questo calcio come i ragazzi del mio Bari. Spero che si faccia piazza pulita e che chi ha commesso certe schifezze non giochi più al calcio".

GHIRELLI (LEGA PRO): «LOTTA A FRODI NON E' GIOCO» – "Da ieri circolano partite di Lega Pro dell'attuale campionato 'sospettè e sono derivazione prevalente del lavoro di Sportradar, l'agenzia con cui lavoriamo nel contrastare le bande criminali che cercano di contraffare le scommesse sportive. Tutte le partite di Lega Pro sono sotto controllo, quelle tre/quattro di cui si parla sono da esaminare da parte degli organi preposti. Tirare, ora, una conclusione sarebbe prematuro": così il direttore della Lega Pro, Francesco Ghirelli. Ghirelli si dice preoccupato perchè le partite "attenzionate" sono ancora oggetto di indagine: "Il danno di far circolare questi dati è serio. La lotta alle frodi non è un gioco e nemmeno un modo per fare relazioni o pubblicità". "Abbiamo istituito un Integrity Office con lo scopo di combattere le frodi – ha aggiunto Ghirelli – anche offrendo una sponda riservata per chi volesse collaborare, ovviamente trasferendo in tempo reale all'Autorità preposta. Il danno di far circolare questi dati è serio". 

ZAMPARINI: «VINCERE, MA SOLO LEALMENTE» – Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, ha commentato gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sul calcioscommesse: «Bisogna insegnare ai giovani che vincere è bello ma solo se lo si fa lealmente. Dobbiamo cominciare a intraprendere un nuovo percorso». 

PATRON LECCE: «ESTRANEI A COMBINE» – L'Unione sportiva Lecce "è completamente estranea a tutto quello che è emerso dalle dichiarazioni, parte delle quali anche confuse e contraddittorie, dei protagonisti di questa vicenda, ed è sicuramente vittima di una ingiustificata presunzione di colpevolezza mediatica". Lo afferma il patron, Giovanni Semeraro, in una nota diffusa sul sito della società. "Il risultato del derby, fino a prova contraria – aggiunge – è stato conquistato sul campo, e se circostanze estranee avessero concorso a determinarlo, non sono certamente riconducibili alla nostra società. Ritengo che il gruppo da me rappresentato goda di una credibilità personale e societaria, costruita in cinquant'anni di impegno e serietà in campo finanziario, imprenditoriale e sportivo, che sarebbe stato da folli mettere a repentaglio per una partita di calcio". "Ribadisco – conclude il patron – che tutti noi siamo a completa disposizione della magistratura ordinaria e sportiva per ogni possibile chiarimento, anche al fine di concorrere all'accertamento della verità". 

COMINCIATO L'INTERROGATORIO A MASIELLO – E' cominciato alle 12 l'interrogatorio di Andrea Masiello. Per l'ex difensore del Bari si va verso la scarcerazione.

DIFESA CHIEDE SCARCERAZIONE MASIELLO – È stata depositata stamani l'istanza di scarcerazione dell'ex difensore del Bari, Andrea Masiello, ora all'Atalanta, detenuto da domenica sera nell'ambito dell'inchiesta barese sul calcioscommesse. La richiesta è stata depositata dall'avv.Francesco Rotunno. Questi – a quanto si apprende – ha chiesto al gip Giovanni Abbattista di rimettere in libertà il suo assistito a fronte delle lunghe dichiarazioni rilasciate ieri agli inquirenti baresi, durante le quali avrebbe dimostrato di voler collaborare alle indagini.

ANGELOZZI, DS BARI: «C'ERA PRESSIONE DEI TIFOSI» – Guido Angelozzi, direttore sportivo del Bari, prova a chiarire la posizione del club in merito all'inchiesta sul calcioscommesse. «Quando Gillet venne da me mi parlò solo di pressioni generiche dei tifosi, senza darmi dettagli. Le solite cose che accadono a una squadra in zona retrocessione. A me non è mai arrivata nessuna notizia di tesserati che si vendono partite o che organizzano scommesse – afferma – Altrimenti li avrei denunciati agli organi federali». Il direttore sportivo non crede ci sia omertà nel calcio «e il Bari – sottolinea – che è parte lesa, è sempre stato corretto». Angelozzi dice che è vero che ha risposto a Gillet di 'tapparsi le orecchie' quando gli raccontò delle minacce subite dagli ultras baresi: «E' una cosa che dico sempre ai miei ragazzi», sottolinea aggiungendo che il portiere gli parlò solo di «pressioni generiche. Ho lavorato a Lecce, a Foggia, a Taranto, a Catania – racconta – Sempre la stessa storia, al Sud i tifosi rompono le scatole ai giocatori. Qui a Bari una settimana fa Kutuzov è stato tartassato anche con minacce. Ogni giorno ci sarebbe da denunciare qualcuno». Sul perchè non lo fa spiega: «Non è mica facile, servono le prove – conclude – Il sistema è questo, non ci si può far niente». 

LOTITO: «SCOMMESSE, FENOMENO DA COMBATTERE» – «Cosa penso dell'inchiesta sul calcioscommesse che ha colpito anche due nostri due tesserati? Attendiamo sviluppi, sono colpiti dal punto di vista sportivo. È un fenomeno che deve essere prevenuto e combattuto in modo energico, ma nello stesso tempo la società deve essere messa nella condizione di avere la tutela». Il presidente della Lazio Claudio Lotito, ospite del programma La Telefonata condotto da Maurizio Belpietro su Canale 5, commenta così l'inchiesta sul calcioscommesse che sta scuotendo il mondo del calcio e che, nell'indagine condotta dal Procuratore federale Stefano Palazzi, vedrà le audizioni dei laziali Stefano Mauri e Cristian Brocchi. E sui giocatori che si vendono le partite: «Occorre l'azione delle società di non enfatizzare soltanto gli aspetti economici – ha spiegato Lotito – ma di mettere in campo una serie di iniziative volte a recuperare i valori autentici nel mondo dello sport. Noi abbiamo come società iniziato, e da questo punto di vista sono stato anche dileggiato, un recupero dei valori nello sport attraverso messaggi continui alla squadra e a tutti coloro che sono parte attiva del progetto, andando nelle scuole, per far capire l'importanza del loro ruolo non soltanto ai fini calcistici dei risultati sportivi ma come esempio per la società civile. Devono essere campioni non soltanto sul campo ma nella vita».

MOGGI: «LA FIGC NON HA UN CAPO» – « Il calcioscommesse? Dimostra che siamo in una fase in cui la Figc dimostra di non avere un capo», così ai microfoni di Sky Tg 24 Luciano Moggi. «Si dimostra che tutti vanno a ruota libera – ha aggiunto – chi parla più forte e chi grida di più, quello ha ragione. E si viene a verificare quello che si è verificato ora con le scommesse che sono una cosa che ha penalizzato il calcio ed è una cosa ingiusta da parte dei giocatori». «Il presidente della federazione parla di etica dicendo che l'etica non va in prescrizione, poi però l'ha fatta diventare una ballerina impazzita quando si è dichiarato incompetente a decidere insieme al consiglio federale. Quando c'è l'esempio di un presidente così, chi sta nel calcio non può fare diversamente». «Adesso – ha aggiunto Moggi riferendosi al calcioscommesse – si deve prendere questa gatta da pelare e voglio vedere, dopo le dichiarazioni di Masiello, come farà a risarcire la Sampdoria di una retrocessione che è stata fatta sul campo ma attraverso qualcosa che non è attinente al calcio».

Fonte: corrieredellosport.it