Calcioscommesse, le verità dello ‘zingaro’ Ilieski. Mezzaroma, Conte e la superficialità della Giustizia Sportiva

Si preannuncia un’estate molto calda per il calcio italiano. A quattro anni dallo scandalo scommesse che spaventò molti ma condannò pochi (e tra questi il Siena, col -6 inflitto da Palazzi nella stagione 2012-2013), lo scorso 27 aprile si è costituito Hristyian Ilievski, il capo degli zingari al centro dell’organizzazione criminale che corrompeva giocatori per far soldi con le scommesse. Ilievski, latitante dal 2011 e accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, ha deciso di vuotare il sacco: “Sono venuto in Italia dopo averci pensato a lungo perché ho intenzione di dire la verità su tutti i fatti che mi sono stati contestati e spero che l’ Autorità Giudiziaria ne tenga conto”. Tra le dichiarazioni anche qualche commento che tocca direttamente la vecchia AC Siena.

Bettarini e Mezzaroma – Ilievski ha parlato di fronte al pm Di Martino del suo rapporto con Stefano Bettarini, che aveva “un ruolo importante nel cercare, tra i giocatori delle varie squadre, coloro che fossero disposti a farsi corrompere”. Ilievski racconta, in occasione di una partita del Siena, di aver dato 60mila euro a Bettarini (ora agente immobiliare a Miami) che agiva per conto del presidente dei bianconeri, Massimo Mezzaroma. Bettarini, aggiunge Ilievski, “si era incaricato di pagare con i nostri soldi i giocatori e facendo questo si era trovato anche in una situazione di vantaggio potendo giocare subito, anche prima di noi, quando la quota era più alta”.

Siena-Piacenza – Il capo degli zingari ha parlato dei suoi contatti con Sommese, capitano dell’Ascoli, in vista della gara col Siena, e ha detto di aver agito in prima persona in occasione di Siena-Piacenza dormendo “nell’albergo di Siena dove si trovava il Piacenza” e di aver dato soldi “a Gervasoni e al portiere Cassano con l'accordo che la partita finisse con Over, cosa che effettivamente si verificò grazie anche all’aiuto di Carobbio”. Per la cronaca, finì 2-3: a Caputo e Calaiò risposero Cacia, Bianchi e Guzman. La settimana seguente ci fu la famosa sfuriata di Antonio Conte, quella del “Gufi state a casa”.

Novara-Siena – Terminata 2-2, fu una delle partite che coinvolse Conte. Queste le parole di Ilievski: “I nostri contatti erano Carobbio e Bertani. Il risultato concordato un Over 3,5. Non abbiamo dato molti soldi poiché la quota era bassa ed è risaputo che in Italia a fine campionato le squadre si mettono d'accordo. Carobbio doveva parlare con qualcuno per fare segnare due gol ed allo stesso tempo fare altrettanto con il Novara. Le cose andarono effettivamente come Bertani e Carobbio ci avevano riferito”.

Quei 350mila euro dati a Mauri – Dettagliatissimo il racconto della combine sulla partita Lazio-Genoa 4-2 del 14 maggio 2011, che ha visto Ilievski e Zamperini andare di persona a Formello, nel ritiro della Lazio. “Siamo entrati dentro, all'interno del parcheggio e abbiamo aspettato che arrivasse Mauri. Ero sorpreso del fatto che mi aveva portato nel ritiro della Lazio. [..] E'arrivato Mauri e ci siamo presentati. Zamperini gli ha riferito che ero la persona che poteva dargli i soldi per combinare la partita. Mauri gli rispose che andava bene così, che la partita era già stata combinata. Io gli riferivo che ero disposto a dargli 350.000 euro per un Over e la vittoria della Lazio. Mauri mi rispose che ci dava il regalo dell'1-1 a fine primo tempo come risultato sicuro. Mi disse inoltre di essere amico di Zamperini e per tale ragione era disposto ad aiutarci. [..] Davanti a me Mauri chiamò Milanetto dicendogli che due persone lo avrebbero raggiunto per incontrare i giocatori del Genoa. Andammo all'albergo di Milanetto, lui uscì, parlammo e disse che l'ipotesi Over con la vittoria della Lazio non poteva essere garantita perché il Genoa quel giorno avrebbe giocato non con la sua squadra classica, ma con molti stranieri ai quali non era facile chiedere qualcosa di simile. [..] Prima di rientrare in albergo io e Zamperini siamo andati in un'agenzia di scommesse che Zamperini conosceva. Alla fine ho guadagnato 150-200 mila euro e ho dato a Zamperini circa 50.000 euro come "saluto" per Mauri e 20.000 per lui”.

La legge (non) è uguale per tutti – Come tutti ricorderanno, la Robur patteggò il -6 determinante per la retrocessione dei bianconeri a fine campionato. Retrocessione che mise a nudo la situazione deficitaria della società e spalancò le porte all’inevitabile fallimento. Ebbero molta più fortuna Lazio e Genoa, quest’ultimo impegnato nella lotta salvezza con Siena e Palermo.
I laziali si presero appena 40mila euro di multa per la famosa quanto discutibile responsabilità oggettiva, la stessa che colpì la Robur (ma la pena con noi non fu solo pecuniaria). Mauri, che rischiava 4 anni e mezzo per slealtà sportiva e illecito sportivo, fu squalificato sei mesi per semplice omessa denuncia.

Vitiello e Drascek – Andò meglio al Genoa di Milanetto, addirittura prosciolto per mancanza di prove malgrado – parole della Commissione Disciplinare – “il dato tecnico dell’aggancio da parte dei telefoni di Zamperini e del suo accompagnatore di una cella telefonica sita in prossimità dell’hotel Duke, dove alloggiavano tutti i calciatori del Genoa [..] è oggettivo e certo”.

Insomma, era stato appurato che Ilievski si trovasse nello stesso hotel di Milanetto, ma non fu dimostrabile il loro colloquio. Il caso ricorda un pò la storia di Novara-Siena raccontata da Carobbio, se non fosse per il finale diverso. “Ci fu un contatto tra Vitiello del Siena e Drascek del Novara il quale avvenne nella hall dell’albergo che ospitava noi del Siena. Io li ho visti parlare’” – giurò ‘Pippo’, come veniva chiamato affettuosamente da Palazzi. In quel caso il pentito fu giudicato credibile, e l’ex Siena e l’ex Novara si presero rispettivamente 4 anni (poi ridotti a 9 mesi) e tre anni e mezzo di squalifica. Vitiello e Drascek (che quella partita la vide dalla tribuna) avevano giocato due anni a Vicenza, trascorrevano le vacanze insieme e il primo aveva fatto 1600 km per partecipare al matrimonio del secondo. Nessuno però prese in considerazione l’ipotesi di un incontro tra amici di vecchia data. Per Palazzi, invece, non c'erano dubbi: erano loro ad aver organizzato la combine.

Il memoriale di Conte – Intanto Antonio Conte, indagato per frode sportiva per Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, ha rifiutato il patteggiamento proposto da Di Martino. Il ct azzurro ha scritto un memoriale per ribadire la sua totale estraneità ai fatti, mentre i suoi legali hanno presentato una memoria tecnica in cui sono presenti le testimonianze di 18 tesserati del Siena ai tempi in cui lo allenava Conte, che smentiscono le parole del grande accusatore, Filippo Carobbio.

Che l’operazione ‘Last Bet’ avesse diversi buchi era stato percepito da più parti. Le parole di Ilievski non fanno che ingigantire l’impressione della grande rete che intrappola i pesci piccoli lasciando liberi quelli più grossi e ingrombranti. L’Ac Siena era dentro il sistema fino al collo, su questo non si discute, ma ha pagato più di altri in un processo che ha lasciato troppi dubbi e mezze verità. La giustizia sportiva in Italia, si sa, è quella che è. Non ci sarà da meravigliarsi, allora, se in futuro saremo ancora a leggere di interrogatori in tribunale più che di partite di calcio. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online