Calcioscommesse filone barese

Dopo il filone di Cremona di ieri e la “battaglia” dei legali di Antonio Conte, oggi è stato il turno del processo d’appello al Calcioscommesse relativo al filone d’inchiesta condotto dalla Procura di Bari. Presenti in aula, tra gli altri, anche gli juventini Leonardo Bonucci e Simone Pepe e il difensore del Bologna Daniele Portanova, accompagnato da moglie e figli. La Corte di giusitizia federale, presieduta da Gerardo Mastrandrea, ha esaminato in tutto le posizioni di dieci tesserati (tra cui Bonucci, Pepe e Portanova) e tre club: Bologna, Udinese e Lecce, quest’ultimo condannato alla retrocessione in Lega Pro. Mastrandrea ha annunciato la volontà della Corte di voler emettere le sentenze già domani. Il procuratore Palazzi ha ribadito le sue richieste di condanna. La cronaca della giornata:

17.10 — Il presidente della Corte di giustizia federale, Gerardo Mastrandrea, ha chiuso il dibattimento, dopo gli interventi degli avvocati di Marco Di Vaio e del Bologna: “Gli argomenti portati dalla Procura Federale in appello sono gli stessi del primo grado – ha sottolineato Mattia Grassani, legale del club rossoblù -. Gli stessi che non erano stati ritenuti rilevanti dalla Commissione Disciplinare. In merito a Bologna-Bari, abbiamo cinque soggetti che forniscono cinque versioni diverse”. Mastrandrea, nel chiudere i lavori, ha spiegato come “la Corte si impegnerà per fornire il dispositivo delle sentenze già nella giornata di domani".

17 — La telefonata e la sua durata sono compatibili alla proposta di combine di Portanova a Di Vaio e al suo secco rifiuto”, ha detto Palazzi. Secondo l’accusa, Portanova ha incontrato due giorni prima del match gli emissari dell'ex capitano del Bari, Andrea Masiello, per concordare la combine. “Portanova intavola la trattativa per l’alterazione del risultato – ancora Palazzi -. Secondo la difesa, il primo incontro si era concluso in modo brusco, non ci sarebbe stato bisogno di un secondo contatto per fornire un secco rifiuto. Il motivo però è spiegato dalla telefonata delle 19.08 dello stesso 20 maggio: Portanova contattò Di Vaio e poi comunicò la risposta ricevuta agli interlocutori baresi. La telefonata non poteva che seguire a un contatto con un compagno influente come il capitano".

15.20 — Riprende l’udienza, con l’intervento dell’avvocato Gabriele Bordoni, legale del difensore del Bologna Daniele Portanova, squalificato in primo grado per sei mesi per omessa denuncia (Bologna-Bari), ma per il quale Palazzi ha fatto appello mettendo agli atti un’informativa dei Carabinieri nella quale emerge una telefonata con il compagno di squadra Marco Di Vaio: “Ci sono agli atti del procedimento i tabulati telefonici, ma di questi elementi non abbiamo trovato traccia in sede di primo giudizio. Ora questi tabulati sono riemersi, ma non in maniera completa. Il Resto del Carlino riporta l’esistenza, nei tabulati di Portanova, di un’altra chiamata: la telefonata che Portanova ha sempre sostenuto di aver fatto con Giacobbe alle 17.36 di quel pomeriggio”. Bordoni ha chiesto di mettere agli atti questo articolo, ma Palazzi si è opposto, chiedendo inoltre una squalifica di 3 anni per Portanova, di un anno per Di Vaio e due punti di penalizzazione più 50mila euro di ammenda per il Bologna.

14.20 — Prende la parola l’avvocato Eduardo Chiacchio, legale di Giuseppe Vives, centrocampista attualmente in forza al Torino, prosciolto in primo grado dalla Commissione Disciplinare, prima dell’appello del procuratore federale Palazzi: “Questa vicenda potrebbe veder vanificata un’intera carriera, di un giocatore che dalla Serie C è riuscito ad arrivare in A – dice -. Ma su quali basi si pensa di condannare Vives? Difficilmente ho trovato un appello tanto contraddittorio da parte del procuratore federale. Negli atti ci sono un gran numero di giornali, ma non c’è una volta menzionato il nome di Vives. Sono stati aggiunti degli atti della Procura di Bari e anche lì mai è menzionato il nome di Vives. Sono riscontri che nessuno è riuscito a spiegarsi. Perché questo appello? La Commissione Disciplinare ha dimostrato che non ci sono prove, né indizi”.

14.00 — Il Lecce non ci sta e, nelle parole dell’avvocato Mattia Grassani, chiede la riforma della decisione della Commissione Disciplinare, che in primo grado ha inflitto al club salentino la retrocessione in Lega Pro: “L’incongruenza della sanzione è totale. Nella ricostruzione fatta dalla Procura, il presidente Pierandrea Semeraro si sarebbe affidato a tre personaggi inverosimili come Quarta, Vives e l'avvocato Starace, per combinare la partita Bari-Lecce del maggio 2011. Quale interesse avrebbe avuto Semeraro nell'alterare un incontro dal risultato abbastanza prevedibile, vista la posizione di classifica e l’imminente retrocessione del Bari?”. Per l’ex presidente Pierandrea Semeraro, invece, pende un’inibizione di cinque anni: "L'impianto costruito dalla Procura si sta pian piano dissolvendo – ha detto il legale di Semeraro, l’avvocato Saverio Sticchi Damiani -. Semeraro non c'entra nulla, Quarta ha fatto tutto da solo". Palazzi, però, ha contestato le osservazioni della difesa: “Ci sono le dichiarazioni di Andrea Masiello, Fabio Giacobbe e Gianni Carella, ma anche le intercettazioni e i movimenti bancari”. Per questi motivi, Palazzi ha chiesto per il Lecce un’ulteriore penalizzazione di cinque punti da scontare nel prossimo campionato. Slitta la chiusura dei dibattimenti: dopo la pausa pranzo toccherà al Bologna, a Daniele Portanova (presente in aula) e a Marco Di Vaio.

12.40 — Dopo una breve pausa, riprende il dibattimento con Bari-Lecce; successivamente sarà il turno di Bologna-Bari. Il presidente della Corte di giustizia federale, Gerardo Mastrandrea, ha annunciato che la Corte si riunirà in camera di consiglio già dal primo pomeriggio di oggi.

11.40 — Leonardo Bonucci e Simone Pepe hanno abbandonato l’Ostello della Gioventù senza rilasciare dichiarazioni. “Non abbiamo portato elementi nuovi rispetto al primo grado – ha detto il legale dei due juventini, l’avvocato Luigi Chiappero -. Ci siamo limitati a reinserire i passaggi che mancavano nel ricorso della Procura Federale. Siamo convinti della bontà dei nostri argomenti, certificata anche dalla Commissione Disciplinare".

11.35 — Le parole dell’avvocato Gian Pietro Bianchi, legale di Bonucci: “Andrea Masiello si contraddice più volte e non dice la verità, come rilevato dalla Commissione Disciplinare. Leonardo Bonucci è una persona credibile e non è mai stato ascoltato perché indagato, ma solo come persona informata sui fatti. La combine di Udinese-Bari, per Masiello, spunta solo il 4 aprile, quando ammette di aver parlato con Bonucci sul campo di allenamento prima della partenza del compagno per il ritiro con la Nazionale, salvo poi modificare ancora la propria versione, precisando di aver parlato con Bonucci a Udine, sul pullman. Come può la Procura ritenere coerente e credibile Masiello?”

11.25 — Dopo le parole del Procuratore federale Stefano Palazzi, che nel suo ricorso in appello contro Pepe, Bonucci, Belmonte e Salvatore Masiello ha puntato a dimostrare la credibilità di Andrea Masiello, è il momento delle repliche degli avvocati: Salvatore Masiello, Belmonte e ora Bonucci e Pepe.

11.20 — Palazzi ha chiesto alla Corte di riformare integralmente le decisioni della Disciplinare e accogliere le richieste già formulate dalla Procura (4 anni per Belmonte, 3 anni e 6 mesi per Bonucci e Salvatore Masiello, un anno per Pepe e 50mila euro di ammenda per l’Udinese). In via del tutto subordinata e qualora la Corte non ritenga accertata la volontà di Bonucci e Belmonte di alterare il risultato di Udinese-Bari, Palazzi ha chiesto la derubricazione delle accuse di illecito sportivo in omessa denuncia, con conseguenti 12 mesi di squalifica per entrambi i calciatori.