Calcio in crisi senza sponsor di giochi?

Quello del calcio è un mondo patinato e ricchissimo, figlio di una macchina praticamente perfetta che si muove grazie al lavoro coordinato di tutti gli ingranaggi. Uno di questi ingranaggi riguarda gli sponsor di giochi che riescono a muovere diversi milioni di euro. Si tratta dei migliori siti di giochi, dove sono le slot gratis ed a pagamento ad esempio, che hanno scelto le squadre italiane ed europee per sponsorizzare le proprie attività.

C’è, però, un piccolo allarme nelle ultime settimane. Il Governo gialloverde ha dichiarato guerra, attraverso il Decreto Dignità, alla pubblicità di giochi e scommesse con vincite di denaro e questo riguarda soprattutto i club del calcio professionistico.

Peccato che, come abbiamo detto, sempre più spesso i maggiori club italiani ed europei vengono sponsorizzati dai colossi del betting. Senza questi enormi introiti da parte delle aziende del gambling potrebbe avvenire un nuovo periodo di crisi all’interno del sistema calcio, ma non solo quello italiano.

La situazione in Serie A

Su un totale di 681 accordi di sponsorizzazione solo il 2% riguarda le scommesse (si tratta di dati forniti dalla Figc), laddove ad esempio in Inghilterra sono l'8% e in Turchia il 9%, si stima che alle squadre italiane l'abolizione delle pubblicità del gioco d'azzardo nel calcio farebbe perdere circa 700 milioni di euro in tre anni. Nel corso dell'ultima stagione, ad esempio, ben 11 club di Serie A su 20 avevano un “betting partner”.

L’industria del gambling, però, non è solo fatta di sponsorizzazioni da esibire sulle maglie. Queste, infatti, sponsorizzano direttamente le leghe, come dimostra la Serie B degli scorsi anni, comprando spot televisivi (una «torta» da 70 milioni l'anno) e spazi sui maxischermi, sui tabelloni a bordo campo e sui “backdrop” che compaiono dietro ai calciatori e agli allenatori durante le interviste. Va da sé che eliminare le sponsorizzazioni, come vorrebbe fare il decreto “dignità”, trasformerebbe il campionato di calcio italiano in un campionato minore. Un problema connesso anche ai diritti tv che tengono in piedi il calcio e il cui valore si ridurrebbe. 

Bisogna, inoltre, considerare a quello che potrebbe accadere quando una squadra inglese con sulla maglietta lo sponsor di una società di betting dovrà gareggiare con una squadra italiana. Si creerebbe un circolo vizioso che non porta da nessuna parte. Inoltre, le società di scommesse che hanno una concessione da parte dei Monopoli di Stato non potranno fare nemmeno pubblicità on line, mentre i vari Google, Facebook, potranno liberamente raccogliere le inserzioni dei bookmaker esteri non autorizzati in Italia, con il rischio di spostare raccolta all’estero. 

Si deve assolutamente il modo di trovare la soluzione giusta per far fronte a questa emergenza che potrebbe portare il calcio italiano in un baratro senza fine e lo allontanerebbe, questa volta in maniera definitiva, dal calcio che conta dicendo addio alle vittorie per club e nazionale. 

Fonte: FOL