Calciatori coinvolti nel calcioscommesse? ‘La società non li paga e non li fa allenare’

Calciomercato.com ha posto all’agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti, titolare dei corsi per aspiranti agenti dei calciatori (info su www.footballworkshop.it), alcune domande sui nuovi Accordi Collettivi dei calciatori professionisti.

Cataliotti, dopo lo sciopero dei calciatori di Serie A alla prima di campionato della stagione scorsa, sembra che quest’anno ci sia la volontà da parte di tutti di trovare dei pacifici punti d’incontro. E’ così?
Gli animi delle parti contrattuali sono certamente più sereni, anche perché sembrerebbe che l’attenzione si sia purtroppo spostata sulle gravi vicende legate all’alterazione dei risultati sportivi. In Serie A, per la verità, non si è giunti a stipulare un accordo triennale, ma a una “proroga” annuale dell’accordo scaduto il 30 giugno 2012. Il nuovo contratto, firmato a Roma il 7 agosto 2012, ha, comunque, introdotto una novità di rilievo, consistente nella sospensione dello stipendio per i calciatori squalificati per scommesse, per illecito sportivo, per doping o per provvedimenti disposti dall’Autorità Giudiziaria.

Quindi le Società di serie A non sono obbligate a pagare gli stipendi ai calciatori squalificati?
La risposta affermativa è rinvenibile nel comma 5 dell’Art. 5 del nuovo Accordo Collettivo che, infatti, recita: “L’obbligo di versamento del corrispettivo da parte della Società è sospeso, previa preliminare comunicazione per telegramma o altro mezzo anche informatico equipollente, nei casi in cui il calciatore subisca provvedimenti disciplinari interdettivi dell’attività sportiva per effetto di sanzioni derivanti da illeciti sportivi ed in materia di divieto di scommesse e di pratiche di doping nonché nei casi di indisponibilità del calciatore per effetto di provvedimenti, anche se solo temporanei, disposti dall’Autorità Giudiziaria”.

I calciatori che subiscono provvedimenti disciplinari interdettivi dell’attività sportiva possono comunque continuare ad allenarsi con la società di appartenenza?
Dipende dalla Società, la quale, infatti, nei casi suddetti, previo ricorso al Collegio Arbitrale, può ottenere anche l’interdizione del calciatore dalla partecipazione agli allenamenti.

A luglio è stato, invece, sottoscritto il nuovo Accordo Collettivo per i calciatori di Lega Pro. Quali le novità?
Va, innanzitutto, rimarcato che ci sono voluti ben 17 anni perché Lega Pro e Associazione Italiana Calciatori sottoscrivessero un nuovo Accordo Collettivo. In data 1° luglio 2012 si è, così, giunti alla sottoscrizione di un Accordo di durata triennale a decorrere dalla stagione 2012-2013. Quanto alle novità, va messa in luce la possibilità, per i soli contratti con corrispettivi superiori a 120.000,00 euro, di prevedere forme di retribuzione mista; vale a dire, una retribuzione costituita da una parte fissa e da una variabile (legata al conseguimento di risultati sportivi individuali o di squadra), che non potrà essere superiore al 50% della parte fissa. Da registrare anche la possibilità di modulare i minimi retributivi e la previsione di polizze antinfortunistiche integrative. Da sottolineare, infine, che nel Preambolo dell’Accordo Collettivo 2012/2015 la FIGC, la Lega Italiana Calcio Professionistico e l’Associazione Italiana Calciatori dichiarano di volersi impegnare a debellare, con mirate iniziative, il fenomeno dell’alterazione dei risultati sportivi e, altresì, a promuovere l’apprendistato sportivo mediante l’introduzione di norme di agevolazione, per l’impiego di giovani, in ambito previdenziale e fiscale.

Fonte: calciomercato.it