CALAIO’: ZITTI E LAVORARE, A GENOVA DOBBIAMO VINCERE

 

Vuole i tre punti, Emanuele Calaiò. Quella vittoria che il Siena insegue senza successo ormai dal lontano 30 agosto. Partita in cui l’attaccante bianconero vestì la maglia titolare e segnò una doppietta. Una trasferta felice, a Cagliari, come spera lo sia a Marassi. Con o senza di lui in campo dal primo minuto: “Niente polemiche, in questo momento, l’importante è il bene della Robur”.
Partiamo dalla condizione della squadra: come sta il Siena e come va con Baroni?
“Ci stiamo preparando bene alla partita di domenica, con grande entusiasmo e armonia. Più passano i giorni più conosciamo meglio il mister. Ha un caratttere forte, è molto preparato, dialoga molto con noi, ci è vicino, ci chiede sempre come stiamo. La prima cosa che ha fatto è stato cercare l’unità del gruppo. Ci dice di crederci, crederci sempre, ché anche se siamo ultimi mancano tante partite. Vuole proprio inculcarcelo nella testa. Noi vogliamo riuscirci”.
Che cosa non andava prima del suo arrivo?
“Non credo sia stato un discorso di allenatore. Le responsabilità ce le siamo sempre assunte anche noi giocatori, siamo noi che andiamo in campo. Se con il Livorno avessimo segnato il rigore, se tanti episodi non ci avessero condizionato, saremmo a parlare di tutte altre cose. Nel calcio però, se perdi sette partite su undici l’allenatore paga. Giampaolo è comunque un grande allenatore, è un maestro del calcio”.
Perché, allora, l’esonero?
“Siamo sempre stati dalla sua parte. L’anno scorso abbiamo fatto un campionato straordinario, centrando anche il record di punti. Le colpe sono anche nostre. L’approccio alla partita, a Parma, l’abbiamo sbagliato noi. I gol li abbiamo sbagliati noi. Sulla preparazione non si può dir nulla: Giampaolo, che qualche colpa l’avrà pur lui, ci ha sempre messo carattere. Questa estate, poi, sono stati mandati via tanti titolari. Sono arrivati, come ho sempre detto, giovani validissimi, basti vedere Ekdal, che non a caso è della Juve e Jajalo, capitano dell’Under 21 croata, che ha doti straordinarie. Ma le tante partenze hanno scombussolato un po’ le cose”.
Baroni ha cambiato subito modulo. Nel caso, Calaiò, se la sentirebbe di giocare sulla fascia?
“Il mister è bravissimo anche nel cambio del modulo in corsa. Non credo che il 4-4-1-1 di domenica sia il sistema di gioco definitivo. Io comunque no, non potrei mai giocare sulla fascia: sono una punta centrale. Preferisco stare in mezzo e far salire la squadra. Sono un uomo d’area. Non ho le qualità di Massimo a cui piace partire largo e puntare l’uomo, dribblare cosa che ha dimostrato riuscirgli benissimo in occasione dei gol segnati”.
Ha visto il Genoa ieri sera?
“Solo alcune immagini: un Genoa in gran spolvero, con la voglia di vincere, di farsi valere in Europa, spinto dal proprio pubblico. Raggiunti sul 2-2 i rossoblù hanno avuto la forza di tornare in vantaggio con l’appena entrato Sculli: segno che anche chi è panchina ha grandi qualità. Mancheranno giocatori importanti come Biava e Criscito, ma la rosa è davvero competitiva. Mi auguro che il campo pesante li abbia sfiancati ulteriormente”.
Come valuta la difesa del Grifone?
“Abbiamo studiato bene la loro fase difensiva: se non sbaglio sono la seconda peggior difesa del campionato, con le cinque reti subite dall’Inter. Il Genoa è una squadra che attacca molto, ma che lascia qualcosa dietro. Su questa loro lacuna dovremo puntare, cercando di attaccare gli spazi partire in velocità e colpirli. Abbiamo troppo bisogno dei tre punti, per il morale e per la clasifica. In questo campionato fai due successi e sei già su. Un punto serve a poco”.

Sente la sua maglia titolare ancor più in discussione, considerato che Baroni, ha già dato spazio a Reginaldo e Larrondo?
“Nonostante con Giampaolo avessi un ottimo rapporto, non ho giocato sempre. Per esempio, a Napoli, la partita a cui tenevo di più, sono rimasto in panchina. Ogni llenatore fa le sue scelte e anche se rimanere fuori non piace a nessuno, non c’è da fare altro che impegnarsi e aspettare. Il Siena, adesso, ha bisogno di tutti e chi non gioca deve stare zitto, rispettare le scelte e andare avanti. Siamo ultimi in classifica, dobbiamo darci una mano”.
Larrondo è pronto per la serie A?
“Dico sempre che in squadra ci sono tre punte. Escludo Massimo, che non vedo punta pura e ci metto Marcelo. Ha grandi potenzialità, grandi margini di miglioramento e un gran futuro davanti Va, però, tutelato, educato a livello calcistico. Intanto ha avuto la fortuna di incontrare qua a Siena ottimi allenatori, fondamentali per la sua crescita. Non dovesse trovare spazio, le ossa può farsele altrove: la qualità c’è. A me Larrondo piace molto, sono sicuro che Baroni sa quanto sia importante per la squadra”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line

 

 

 

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