CALAIO’: SIAMO UNA SQUADRA VERA, UMILE MA DETERMINATA

 

Undici reti segnate: Emanuele Calaiò è il capocannoniere della Robur. Undici frecce scoccate, sacrificio e generosità per riportare il Siena nella massima serie. Non ci sta a farsi chiamare ‘titolare’, ma dello scacchiere bianconero, del tandem bianconero, sembra ormai essere diventato un punto fisso. Nonostante il ginocchio faccia male. Ma ormai manca poco. L’Arciere stringe i denti e sogna.
Con il Frosinone, la Robur ha lanciato un segnale importante al campionato…
“Concordo in pieno con quello che ha detto il mister nel dopo partita. Abbiamo dimostrato di essere una squadra vera che sa imporsi non solo in casa, ma anche in trasferta, dove prima un po’ balbettavamo. Siamo migliorati sotto l’aspetto della personalità e del carattere, adesso sappiamo imporre il nostro gioco e giocare da operai a seconda dell’occorrenza. Con i tre punti del Matusa abbiamo tagliato le gambe alle nostre inseguitrici, centrando un successo importante su un campo ostico, caldo, di una squadra che deve salvarsi e ribattendo colpo su colpo all’Atalanta e al Novara”.
Sabato potrebbe essere la giornata decisiva?
“Con l’Atalanta e il Novara impegnati nei due campacci di Modena ed Empoli, se dovessimo vincere le cose si metterebbero bene. Ma ogni giornata, da qui alla fine, sarà importante. Noi stessi siamo attesi da un impegno non facile, contro un Vicenza in ottima forma, in corsa per i play off. Dovremo fare molta attenzione, ma se giochiamo come sappiamo, con intensità e determinazione ce la faremo. Ogni partita ha una storia a sé: abbiamo rispetto di tutti, ma non temiamo nessuno”.
Un giudizio sulla sua stagione?
“Sono cresciuto molto soprattutto in fase difensiva. I risultati ottenuti, in particolare in trasferta, sono il frutto di un gioco di squadra al quale partecipano anche gli attaccanti. Per vincere serve essere umili. Delle mie undici reti sono soddisfatto, anche se mi dispiace per quelle che mi sono state annullate ingiustamente: sono a due gol dal traguardo delle 100 da professionista… L’importante, comunque, è segnare e non chi segna. Mancano solo due mesi, dobbiamo stare lì sul pezzo”.
Guardando alle ultime uscite, sembra che ormai le gerarchie nella formazione siano stabilite e lei ne fa parte.
“Di titolari il mister non vuol sentir parlare, nessuno in questa squadra ha la maglia cucita addosso. Durante la settimana ci osserva e poi prende le sue decisioni. Se uno non sta bene va in panchina. Se nelle ultime partite hanno giocato più o meno sempre gli stessi uomini è perché si tengono stretto il posto. Conte, comunque, è bravo a tenerci tutti sulle spine, la formazione sembra scontata, ma per noi non lo è mai. E comunque in attacco gira molto: per questo devi sempre farti trovare pronto non solo in partita, ma anche durante la settimana”.
Il suo fituro?
“L’ho sempre detto, a Siena sto benissimo. Ho deciso di rimanere anche quando le cose non andavano nel verso giusto. Ho sposato il nuovo progetto: ho ancora tre anni di contratto e voglio rispettarlo. Mi trovo bene con la dirigenza, con lo staff, con la squadra. La mia famiglia sta bene. Il mio futuro è qua”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line