CALAIO’: FANTASTICO LOTTARE PER LA A CON QUESTA MAGLIA

Al suo braccio, in attesa del rientro di Vergassola, la fascia di capitano. A decidere che fosse Emanuele Calaiò, proprio il mister. “Una cosa che mi ha fatto davvero piacere – ha detto lui – che mi inorgoglisce, come una promozione a scuola. Significa che di me Conte ha apprezzato anche le doti caratteriali, la dedizione, la determinazione. Un motivo in più per fare bene”. Consapevole di avere sulle spalle le colpe della malaugurata discesa in Purgatorio, l’Arciere riparte con tutta la cattiveria possibile, pronto a scoccare una freccia dietro l’altra, perché “è fantastico lottare per il Paradiso con questa maglia addosso”.
Calaiò, ci siamo…
“Sì, finalmente ci siamo. E’ dal 5 luglio che ci stiamo preparando duramente per questa stagione, cercando di dimenticare tutto quello che è successo. Ci siamo tolti di dosso ogni scoria per poter d’ora in poi levarci grosse soddisfazioni. Stiamo bene, anche se ci dispiace per il capitano, che non potrà essere con noi: è una grande perdita. Però la squadra è pronta: rispetteremo tutte le avversarie che affronteremo, ma senza paura. Per il tipo di modulo, molto offensivo, andremo a giocarcela in ogni campo, a viso aperto, le barricate non sono nel nostro dna. Contro chiunque lotteremo per vincere”.
A partire da Pescara.
“Affronteremo una squadra che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, neopromossa. Che ha quindi obiettivi diversi dai nostri. Li rispettiamo, ma con la consapevolezza di avere un campionato da vincere”.
Che accoglienza si aspetta domenica?
“Considerando che sono stato davvero bene a Pescara, piazza che considero il mio trampolino di lancio, che sono stato anche il loro storico capocannoniere, che ho segnato più di 20 reti, mi sarei aspettato, quando ci sono tornato per la prima volta da avversario, con la casacca del Napoli, una bella accoglienza. Invece sono stato riempito di fischi: come al solito sono stato preso come mercenario. Ma nel calcio ci sta anche questo. Non so come verrò accolto domenica, sicuramente non mi caricheranno di applausi, ma non mi importa: giocherò la mia partita cercando di segnare, proprio come quella volta feci con il Napoli…”.
Quanto vi sta facendo faticare Conte?
“Da quando gioco a calcio è la preparazione più dura che abbia sostenuto, ma va bene così. Il mister ci sta facendo lavorare a mille per andare il doppio degli altri in partita. Ci chiede sacrifici: in Coppa Italia avete visto me e Mastronunzio fare i centrocampisti. Siamo una squadra offensiva, è giusto darci tutti una mano. Tutta questa fatica non è altro che per mettere benzina sulle gambe”.
Con Mastronunzio come va?
“Siamo partiti bene, fin da subito c’è stata una grossa intesa. Il mister è stato bravo a metterci in testa movimenti precisi e ben collaudati, noi a recepirli. Ci siamo trovati bene, come ci siamo trovati bene con Larrondo e Immoboile. Marcelo già lo conoscete, Immobile si vede che ha qualità, viene dalla Primavera della Juve: sono molto contento del nostro parco attaccanti”.
Si sente un po’ leader di questa squadra?
“Come Simone e gli altri retrocessi, mi porto sul groppone la responsabilità di quello che è successo. Non abbiamo abbandonato la nave quando stava per affondare e nemmeno quest’anno. Daremo il nostro contributo per creare un gruppo compatto, di bravi ragazzi, pronti a remare sempre dalla stessa parte. Ci aspettano tante partite da giocare, la testa dovrà essere lucida fino alla fine, il mister dovrà sempre fidarsi di noi. Noi ci prenderemo la responsabilità di tutto. Quest’anno se non vinceremo, falliremo tutti. Io voglio riportare Siena in serie A, voglio dare grandi gioie ai nostri tifosi perché se lo meritano”.
Ma chi o che cosa, più di ogni altra, l’ha spinta a rimanere: il progetto, il mister, il diesse?
“Un po’ tutti questi fattori. Sono stato male per la retrocessione. Anche se qualcuno mi giustifica, dicendo che per quanto ho giocato ho fatto quello che potevo, mi sento responsabile di quello che è accaduto e non me la sono sentita di andarmene. Il progetto Mezzaroma mi ha convinto. Dopo tanto sono anche riuscito a lavorare con Perinetti. Mi ha sempre voluto in qualunque squadra fosse, Siena, anni fa, e a Bari, c’è stima reciproca. Il mister mi ha chiamato subito, è stato chiaro e mi ha da subito impressionato. La categoria non mi è di peso, ho fatto la gavetta in serie C e in serie B: ora è fantastico lottare per la serie A a Siena”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line
Foto: Giugno Brocchi