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Interviste

Calaiò: “Conte a Siena ci tolse le vacanze di Natale e ci portava al cinema per fare gruppo”

Ha appena festeggiato la promozione in Seconda Categoria, Emanuele Calaiò. Che a 44 anni continua a giocare, e segnare, con la Zeta Napoli. L’ex attaccante bianconero, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, ha raccontato diversi aneddoti legati ad Antonio Conte. “Dopo la stagione al Siena con lui ho vissuto di rendita nei successivi 4-5 anni, mi sono ritrovato il suo lavoro nelle gambe sul lungo periodo. Lo abbiamo visto con giocatori come Spinazzola e Juan Jesus a cui ha regalato una seconda giovinezza. Se ho ancora la passione e la voglia di allenarmi ogni giorno è anche merito suo”.

“Le qualità di Conte sono la mentalità e il lavoro fisico. All’inizio si fa un po’ di fatica con lui, ma da gennaio in poi si vola, noi al Siena avevamo una marcia in più”, prosegue Calaiò, che passa poi ad alcuni episodi nell’anno della promozione in Serie A. “A Conte dà fastidio vedere le valigie sul pullman, impazzisce quando prima di una partita sente i giocatori parlare di vacanza e non della gara. Quella volta dovevamo giocare a Varese, tanti avevano già i biglietti aerei pronti. Conte si rese conto che c’era troppo fermento, tant’è che ci disse ‘Io vi vedo più euforici per le vacanze che per la partita. Vi avverto: cercate di fare questa partita bene, altrimenti troverete brutte sorprese’. Perdemmo 1-0 sotto la neve, su un campo allucinante. A fine partita ci disse ‘Vi avevo avvisati. Non avrete più una settimana di vacanza, vi fate il 24 e il 25 con i vostri cari e il 26 iniziamo una settimana di ritiro a Messina’”.

Il ritiro, tra l’altro, portò alla discussione con Reginaldo, che venne messo fuori rosa. “Era stanco, ma lo ero anche io, infatti al rientro non superai i test fisici. Conte voleva mandare anche me sotto la doccia. Io, però, che lo conoscevo un po’ meglio, gli proposi con toni sommessi di rifare il lavoro il giorno dopo. Reginaldo, invece, gli rispose in maniera un po’ forte. Per fortuna avevamo Giorgio Perinetti come direttore sportivo, faceva spesso da filtro col mister, lo sapeva prendere. Quindi dopo una settimana fuori rosa di Reginaldo, tra una parola del direttore, una mia, una di Vergassola, Conte si convinse a reintegrarlo”.

Altro aneddoto, l’intervallo di Sassuolo-Siena. “Io, Del Grosso e altri del gruppo fumavamo, a fine primo tempo andavamo spesso a fumare una sigaretta in un altro spogliatoio, ma la puzza arrivava anche nel nostro. Il mister quella volta si arrabbiò molto. La settimana successiva ci fece la multa. Era una furia in quell’intervallo”.

“Quando andavamo in ritiro, Conte ci portava al cinema il giorno prima della partita, come faceva Capello con lui – prosegue Calaiò – era convinto che in hotel, dopo cena andassimo in camera a fumare e a giocare alla play-station. Invece andando al cinema si faceva gruppo e si pensava alla partita. Andavamo a vedere dei film che ci facevano addormentare quindi tornavamo in camera già belli assonnati…”.

Quando il giornalista gli ricorda del celebre sfogo alla vigilia di Siena-Modena (“Chi viene allo stadio per criticare non vuole il bene del Siena. Difenderò questi ragazzi con le unghie e con i denti contro questi pseudo-tifosi, gufi”), Calaiò risponde: “Lui ha sempre fatto queste conferenze impattanti, è il suo modo per proteggere la squadra, per comunicare e togliere pressione ai giocatori. Oppure per mettere pepe al campionato e destabilizzare qualcuno. Il mister quando sente tifosi e addetti ai lavori che vogliono fare i tecnici va in bestia. Siena era una piazza dove avevano fatto varie stagioni in A, i tifosi erano diventati esigenti…”.

Fonte: Fol