Caetano: “Voglio una grande di serie A”

“Caetano è un trequartista particolare, uno che sceglie sempre i tempi giusti per infilarsi negli spazi e involarsi palla al piede verso la porta avversaria. Però non è soltanto un giocatore offensivo, è bravo anche nella fase difensiva ed è uno che dà equilibrio alla squadra. Per il Frosinone è stato un investimento importante”. Parola di Checco Moriero, allenatore della capolista, che si gode questo brasiliano 25enne amico di Kakà e di Diego finché c’è: “E’ vero, Frosinone è soltanto un passaggio, lo ritengo il mio trampolino di lancio e i fatti mi stanno dando ragione. La città mi piace, la gente è fantastica, la società è solida e ambiziosa, ma il mio obiettivo è di andare a giocare in un grande club di serie A. Milan, Inter o la Juve del mio amico Diego, insieme al quale nel 2001 ho giocato il mondiale under 17 con la maglia del Brasile. Comunque di squadre importanti ce ne sono tante altre. La A è il mio sogno, ma per quest’anno debbo pensare solo al bene del Frosinone. Sarà dura, ma abbiamo le carte in regola per disputare un grande campionato, pensando però ad una gara per volta, senza porci obiettivi “. Tre i gol firmati da Caetano in 8 gare: doppietta da cineteca a Lecce e sigillo del raddoppio ciociaro nell’ultima vittoriosa trasferta a Piacenza. Piedi buoni come tutti i brasiliani, ha un debole per i pallonetti, telecomandati dal suo magico destro. Con Kakà, di 2 anni più grande, Caetano giocava nelle giovanili del San Paolo, destinati ad avere entrambi un grande avvenire. “Per Kakà è stato così – sottolinea la stella del Frosinone – . Io, invece, ho dovuto fare i conti con la sfortuna: due anni fermo per un infortunio alla caviglia e per la pubalgia. Ho perso tempo prezioso”. Quando gli ricordiamo che più di qualcuno lo accosta al talento del Real Madrid, con il sorriso sulle labbra commenta: “In effetti un po’ ci somigliamo nel fisico, nei movimenti palla al piede e nell’attaccare gli spazi. Ma c’è una bella differenza con Kakà: non abbiamo lo stesso conto in banca”. (Maurizio di Rienzo)
Fonte: La Gazzetta dello Sport