Buona la prima

 

Mica ottima, eccellente, straordinaria. Però buona sì. L’esordio del Siena in casa contro la Reggina è stato decisamente incoraggiante. In primo luogo per la voglia di vincere. Trovarsi in svantaggio all’8’ e per di più dopo non aver segnato subito al 1’ con quella fuga di Troianiello sulla fascia vanificata dall’intervento alla disperata di Puggioni, poteva incanalare la partita verso ben altro epilogo. Invece il Siena, soprattutto nella prima mezz’ora di gioco, ha continuato a macinare il suo gioco senza scomporsi granchè, senza subire il contraccolpo psicologico dello svantaggio. E questo è il primo elemento importantissimo, anche perché se si manifesta il 28 agosto, in casa, dopo un esordio così e così a Pescara, vuol dire che la squadra ha carattere.

Secondo elemento positivo: il Siena ha creato molte occasioni da gol: sei nei primi venti minuti, una dozzina in tutta la partita, in cui, oltre al gol di Mastronunzio e al “quasi gol” di Troianiello in avvio, ci sono almeno altre tre clamorose occasioni non concretizzate, da Sestu in avvio, Mastronunzio e Troianello poco prma del gol di Larrondo. Il gioco offensivo appare già credibile, soprattutto per quella fase di “dai e vai” che prevede l’attaccante come boa di riferimento per gli appoggiAggiungi un appuntamento per oggi da dietro, e lo spostamento sulle fasce, oppure il gioco a due tra i due attaccanti quando sono vicini. Il gol del pareggio nasce non casualmente da un assist di Calaiò a Mastronunzio, grande protagonista anche ieri e non solo in occasione del gol. La “vipera” mostra potenza e precisione, grande controllo di palla e capacità di soffrire di fronte alle “aggressioni” degli avversari, ieri non sufficientemente punite dall’arbitro. Se Calaiò sembra ancora a corto di condizione, Larrondo si è fatto subito trovare pronto, e non solo per il gol.

Terzo elemento positivo, almeno in embrione: il gioco sule fasce. Troianiello e Sestu hanno offerto una prestazione che fa capire, più che altro, le potenzialità. Non sono mancati errori e indecisioni, ma la gara soprattutto di Troianiello è apparsa generosa, costante e forse appena condizionata psicologicamente dal gol mancato all’inizio. Su questo fronte, Conte ha tra l’altro molte alternative, come dimostra il positivo ingresso di Reginaldo. E Kamata appare già un’ottima variante.

Sul fronte delle cose da registrare, una certa macchinosità nel far girare la palla. Carobbio e Bolzoni, disposti come due playmaker davanti alla difesa, non sempre hanno mosso il pallone con la dovuta velocità, e una certa costanza all’appoggiAggiungi un appuntamento per oggio dietro, toglie quel dinamismo che, proprio grazie alla presenza di ottimi incursori sulle fasce, potrebbe portare più rapidamente nell’area avversaria. Ma non va mai dimenticato che a centrocampo manca l’uomo più esperto, capace di rompere le trame avversarie e di creare break: Simone Vergassola. Il suo innesto, quando sarà recuperato, appare proprio la rotella in grado di far girare al meglio l’ingranaggio di Conte.

In difesa anche ieri, e non solo nell’occasione del gol subìto, la mancanza di un centrale esperto e di piena affidabilità, è apparsa evidente. Ma anche gli esterni, Vitiello e Del Grosso, sono apparsi poco volitivi e spesso in difficoltà. Ma quello della difesa è un tema sul quale Perinetti sta lavorando alacremente e la speranza è che ben prima di domenica, il “pezzo” arrivi. Perché il Livorno si è svegliato, Tavano anche, e il Siena non può permettersi di interrompere la perfetta media inglese proprio al Picchi, alla vigilia del doppio turno casalingo che seguirà, con Cittadella e Atalanta. (Daniele Magrini)

Fonte: Fedelissimo Online