Buon lavoro. Ci scrive Andrea Sordi

Non mi sono mancate le bacchettate sulle dita per il “pessimismo cosmico” di cui alla mia precedente lettera. Eppure sono un inguaribile ottimista: fino all’ultimo secondo utile dell’orario previsto della  data fatale ho sperato che chi di dovere espletasse gli adempimenti del caso. In effetti un diverso comportamento non sarebbe convenuto a nessuno, ed invece…..

Ed invece il Siena è stato lasciato solo, è stato lasciato precipitare.

Rialzarsi, riorganizzarsi e ricominciare la salita non è facile; lo testimonia la storia della Triestina, dell’Ancona, del Piacenza, della Reggiana (…… ha addirittura venduto lo stadio al Sassuolo!), della Cremonese, della Salernitana, del Messina, del Catanzaro ecc., ecc. Il Napoli ha impiegato non poco a riprendersi, la vera eccezione è stata la Fiorentina, ma alle sue spalle c’erano i Della Valle, l’indiscusso peso geo-politico della città e…. la provvida disponibilità di Gaucci!

Obiettivamente essere ottimisti non è facile, facile.

 

Ora ripartiamo; ripartiamo con Ponte, già presente nel famoso “40-40-20” che ci portò, dopo cinquanta anni di stenti, in Serie B. Voglio leggere in questo “ritorno al passato” un  cenno augurale per il futuro. Trovo, invece, fuori luogo e, forse, non intonate al personaggio, le astiose dichiarazioni di Giovanni Galli. Non vi nascondo che lo avrei gradito sul ponte di comando, ma credo che il Sindaco di Siena abbia lavorato in trasparenza, facendo la scelta oggettivamente più corretta, nonostante anche le successive perplessità del Sig. Ceccarelli, a capo di una non meglio specificata cordata inglese. Poi sarà quel che sarà! Il futuro, come si usa dire, è nel grembo degli dei!

 

Che Ponte fosse “l’Unto del Signore” questo lo si capiva sia dal tono della stampa locale, che dalle dichiarazioni di molti tifosi. Sono, quindi, rimasto sorpreso quando, evidentemente emozionato dall’assegnazione, ma con il discorso già scritto, ha dichiarato che entro un paio di giorni, coadiuvato dal famoso fratello Raimondo, avrebbe scelto e poi comunicato l’organigramma del settore tecnico.  Pensavo che fosse tanto per dire, così come si usa fare per schernirsi un po’. Sono già passati due giorni, non conosciamo chi dirigerà la Società, chi si occuperà della segreteria, chi gestirà il mercato, chi dirigerà in campo la squadra e, dulcis in fundo, con quali giocatori tenteremo di riportare in alto il vessillo bianconero.

Buon lavoro!

Andrea Sordi