Brevi: “Siena deve vivere un calcio di altra categoria”

Un ex era in panchina, ma anche sugli spalti del Bertoni c’era qualche volto noto. Tra questi anche Alberto Rimedio, cronista della Nazionale italiana per la Rai, venuto a vedere il figlio Francesco all’esordio con la maglia della Robur (entrato nella ripresa). In campo, ma con la maglia della Ternana, c’era poi un altro figlio d’arte: Tommaso Brevi, figlio di Ezio, che a Siena visse una stagione da protagonista in Serie A culminata con una salvezza all’ultima giornata. E anche per lui c'è stato il tempo per aprire il libro dei ricordi:

Match – “Ho visto una bella partita, il Siena ha fatto bene e probabilmente meritava il pari”.

Allenatore – “Ho allenato in D per cinque anni, poi sono stato due anni alla Ternana. Ho collaborato con l’Under 17, ora sono un attimo in stand-by. Quando lo scorso anno arrivò De Canio a Terni mi chiese di fargli da secondo, poi lui è stato sollevato dall’incarico e le vicissitudini ci hanno portato a farci da parte.

Serie A – “Fu una stagione altalenante, se non sbaglio nel girone di andata eravamo ottavi in campionato. Poi ci riducemmo a salvarci all’ultima giornata contro la Lazio, dilapidammo un patrimonio che era gestibile in maniera diversa. Però era un Siena importante, era una situazione dove tutto l’ambiente aveva un traino e una situazione economica completamente diversa. Adesso sta ripartendo bene, e questo è importante perché la realtà di Siena deve vivere un calcio di altra categoria”.

Vecchietto – “Segnai alla prima di campionato a Verona contro il Chievo. Ero già un vecchietto, avevo trentasette anni. Però fu una stagione importante, avevo accanto gente di grande qualità e sono comunque arrivato a fare ventisei presenze ritagliandomi un bello spazio”.

Campionato – “Lo seguo, un po’ perché alcune squadre che ora sono nel Girone A l’anno scorso erano nostre avversarie. Ho visto che il Monza si è rinforzato tantissimo, potrebbe fare tranquillamente la Serie B. È senz’altro la favorita, ma è giusto comunque sperare in una sorpresa come fu l’Imolese un anno fa”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol