In estate Lucio Brando era tra i candidati per la panchina della Robur. “È innegabile che una chiacchierata c’è stata, un’esperienza che mi ha arricchito. Non mi era mai capitato di fare una presentazione in inglese. Sono sincero, devo dire che sicuramente un po’ mi è dispiaciuto, anche perché era un progetto che mi piaceva per tantissime sfumature. Probabilmente non facile in questa fase storica, ma credo davvero molto molto stimolante. Purtroppo non ci sono stati i presupposti, è stata una scelta della società che bisogna rispettare”, spiega l’ex tecnico di Prato e Seravezza in collegamento video a “Al Club con la Robur”.
Ospite in studio Andrea Conti, “un ragazzo al quale voglio molto bene, con il quale ho portato avanti un rapporto anche negli ultimi anni. Gli ho promesso che un giorno torneremo a lavorare insieme e mi auguro che sia una promessa che si manterrà”, dice Brando, che lo ha allenato per una breve parentesi alla Dolomiti Bellunesi. “Anche da parte mia c’è grandissima stima nei confronti del mister, lo ringrazio per avermi dato fiducia in quel poco tempo che è stato lì a Belluno. L’anno scorso quando si siamo incrociati c’è stato un abbraccio che per me ha significato tanto”, risponde Conti.
Brando attualmente è senza squadra. “A Seravezza non sono stato confermato, non è stata mia la scelta. Il presidente ha sempre sostenuto che a un certo punto sono diventato un po’ troppo per loro”, racconta. “Poi c’è stata un’estate molto atipica. A livello di media punti penso di essere, negli ultimi dieci anni, tra i più alti in classifica, con cinque squadre diverse. Eppure l’unica chiacchierata che ho fatto è stata con il Siena. Ogni tanto chiedo alla mia compagna se il telefono funziona ancora, perché sembra che veramente non funzioni più. Muto”.
Brando fa poi una disamina del girone E. “Ci sono quattro o cinque squadre veramente molto attrezzate. Non so se qualcuno abbia la forza di staccarsi, come è successo l’anno scorso con il Livorno. Facile pensare al Grosseto, ma non sempre alla fine le previsioni iniziali sono corrette. Per valore della rosa è una spanna sopra le altre, ma poi è sempre il campo che parla. Appena dietro devo dire che ci sono delle squadre che daranno sicuramente del filo da torcere. Il girone negli ultimi anni è cresciuto davvero tanto. Lo feci con la Pianese quattro o cinque anni fa ed era diverso, forse un filino più fisico, ma c’era molto più gap tra le squadre di alta classifica e le altre. L’ho ritrovato l’anno scorso, livellato molto verso l’alto. Non è facile insomma fare pronostici”.
“Sono tornato a Prato dopo tanto tempo, un paio di settimane fa, e sono rimasto molto impressionato – conclude il tecnico – È una realtà in grossissima ascesa. C’è un entusiasmo che non avevo mai avvertito nelle due stagioni in cui sono stato lì. Questo cambio di proprietà ha fatto veramente scattare qualcosa. Il Prato è una delle squadre che possano dare fastidio. E poi il Siena, inutile che mi metto qua a fare un’analisi di una squadra che conoscete voi meglio di me. Seravezza è una realtà consolidata, il Foligno ha una squadra importante, il Tau e l’Orvietana sono arrivati alle finali playoff. E poi Gavorrano, San Donato che è partito bene, il Montevarchi è in difficoltà ma ha una rosa molto interessante. Ho girato molto in queste settimane, ho visto tante partite di D, anche in altri gironi, e quello E è veramente forte”.
Fonte: Fol
