Bordi: “Potevo andare a Trapani ma ho scelto Siena per il progetto”

Fa parte della linea verde della Robur, assieme ai pari età Saric, Grillo e Filipovic e ai ’98 Biagiotti e Romagnoli, ma a differenza degli altri compagni ‘Under 20’ ha trovato più continuità, fiducia e pure parole d’elogio da Giovanni Colella (“Non ha mai fatto quel ruolo ma sembra giocarci da una vita”). E infatti Francesco Bordi, romano di nascita e romanista di fede, non ha mai interpretato la difesa a 3. Sette anni nella Roma e due nel Milan da terzino o difensore centrale, mai terzo di difesa. Magari ci sarà da migliorare nella gestione dei cartellini (già 4 e primo bianconero a finire in diffida) ma il tempo è sicuramente dalla sua parte.

Francesco, parlaci un po’ della tua infanzia calcistica.

Sono nato a Roma. Ho cominciato a giocare nella scuola calcio del mio quartiere, Alessandrino, poi sono andato nella Tor Tre Teste e infine alla Roma, dove ho giocato dai dieci ai diciassette anni. Poi ci sono state diverse discussioni su vari aspetti, è arrivata l’offerta del Milan e ho colto l’occasione.

Hai notato differenze tra i due settori giovanili?

Beh, a Milano ho fatto due anni di Primavera ed è come se fosse una prima squadra, con tanto seguito, quindi è ovvio che è altra cosa rispetto a quando ero negli Allievi della Roma.

Nel Milan hai fatto due anni in crescendo fino alla convocazione in serie A, proprio contro la Roma. Ely, Antonelli e Abate sono out e allora Brocchi ti chiama in panchina a San Siro.

Ringrazio ancora mister Brocchi per l’opportunità, per un ragazzo è un sogno andare in panchina a San Siro. Sono stati due anni fantastici, sono cresciuto tantissimo sia a livello umano, perché quando vai via di casa cresci sempre, che a livello calcistico. Ho avuto Brocchi per un anno e mezzo, poi è arrivato Stefano Nava, anche lui un grande.

In estate però arriva lo svincolo. Come mai?

Il Milan non ha creduto tanto in me. Ha creduto in 3-4 giocatori e gli altri si sono svincolati.

Per te, come molti ‘97, dopo le giovanili si è aperta la strada del professionismo. Hai riflettuto bene prima di scegliere Siena?

Sì. Ho ricevuto altre offerte, potevo andare a Trapani, però ho deciso di venire qui perché avevo parlato con Dolci. Siena è una piazza bellissima dove poter crescere, e poi mister Colella crede molto nei giovani.

Uno spezzone da subentrato a Pontedera, titolare con Lupa Roma, Como, Prato e Racing Roma. Ti aspettavi questo inizio da protagonista?

Alla mia età è sempre difficile integrarsi subito, quindi non mi aspettavo di fare queste presenze anche se in settimana mi alleno sempre al massimo.

A Prato è stato il tuo momento di maggior difficoltà, domenica scorsa invece la tua migliore prestazione.

E’ vero, quella di Prato è stata la partita che ho interpretato peggio. Domenica invece è andata molto bene.

“Sembra ci giochi da una vita, e invece è la prima volta che fa il terzo di difesa”. Copyright Giovanni Colella.

A Roma ho fatto il terzino e il centrale, al Milan solo il centrale. Nella difesa a tre non ci ho mai giocato, però quando spiega il mister sono sempre attento e cerco di capire quello che richiede. Se vado bene è anche merito suo.

La società ha voluto puntare molto su di te facendoti firmare un triennale, cosa non da tutti.

Sono molto contento, c’è un grande progetto. Sono felice e spero di fare bene sia per me che per i tifosi.

Come ti trovi in città, ti piace Siena?

Mi trovo bene, è una città tranquillissima, molto serena. Certo, è sempre meglio quando vinci tutte le partite, ma è più di un mese che non perdiamo e a Roma i tifosi ci hanno seguito calorosamente.

Con chi hai legato maggiormente nel gruppo?

E’ un gruppo molto tranquillo che aiuta ad integrarsi subito. Personalmente mi sono trovato particolarmente bene con Mendicino, che è romano come me, di Fiumicino. Anche se lui è laziale (ride, ndr).

Dopo un inizio di stagione con molte difficoltà le cose sono decisamente migliorate. Ora però vi aspetterà un bel tour de force, a cominciare dal Livorno.

Le difficoltà ci possono stare, il gruppo si era appena creato. Abbiamo ancora tanto da migliorare, però siamo sulla strada giusta. Cominciano ad esserci partite con squadre blasonate, noi siamo pronti.

Per chiudere, ti ispiri a qualche giocatore in particolare?

Gli idoli sono Totti e De Rossi, sono legato a loro perché ci sono cresciuto. Ma dal punto di vista del ruolo no, non mi ispiro a nessuno. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Il Fedelissimo