Bologna: sacrosanta Coppa

La focalizzazione generale è puntata sul campionato, ma i più si dimenticano che il Bologna è attivo anche su un altro fronte: la Coppa Italia. Una competizione che l’anno scorso ci ha visti quasi protagonisti: eliminati nell’accesso alle semifinali da uno svarione di Agliardi all’ultimo secondo dei tempi supplementari. Mai come ora la Coppa Italia per Pioli è una grande opportunità. L’incontro di martedì 3 dicembre contro il Siena è l’occasione di scoprire se tutti i “desaparecidos” della squadra 2 di Casteldebole siano proprio così inferiori rispetto ai loro compagni titolari. In fondo se non lo si fa contro il Siena quando vuoi schierare Radakovic e compagnia bella, in finale? E’ giunta, quindi, l’occasione per ridare spazio a qualche centrale difensivo già provato in estate, rispolverare Yaisien e capire se può essere già pronto per la serie A, vedere dal primo minuto Acquafresca e (come direbbe Jannacci) vedere l’effetto che fa. Per assurdo ci metto dentro anche Gimenez ed Agliardi perché se nessuno li vede le possibilità di poterli cedere (e gennaio incombe) si riducono a percentuali al limite dell’impossibile. Rivoluzione totale, quindi, tutti i titolari fuori a mangiare la pizza, e Pioli la smetta di avere timore delle seconde linee, inserisca chi ha voglia di farsi vedere e schieri le promesse della primavera. In fondo se non si passa il turno non si strappa i capelli nessuno. Altro aspetto fondamentale è che il 6, appena tre giorni dopo, c’è il delicato match contro la Juventus e, sinceramente, a me di avere un Diamanti pimpante contro il Siena e sfiancato contro la Juve non mi aggrada molto. In fondo se anche Benitez fa turnover tra campionato e Champions League perché non dovrebbe farlo il Bologna con la Coppa Italia? 

Contro i toscani dovrebbe essere proprio l’incontro ammazza paura. La paura di fare figuracce (e vabbè c’erano le seconde linee), la paura di scoprire nuovi talenti (cosa che a Guaraldi non va proprio giù), la paura di dover rivedere le gerarchie fissate ad inizio campionato e tornare sui propri passi (cosa già fatta troppe volte e di difficile digestione da parte di Pioli). Ma per una squadra che deve salvarsi, la Coppa, deve essere niente di più che un trampolino di lancio, o una conferma di vaghe certezze avute finora. Sarebbe totalmente inutile fare gli smargiassi con una squadra titolare, o con solo un paio di sostituti, giochiamocela con la linea verde (e quella grigia… degli eterni panchinari). Chissà che non nasca qualcosa di buono da poter riproporre in campionato.

Fonte: tuttobolognaweb.com