Bollori di mercato

 

Voi dove fate la spesa? All’alienante supermercato, come i più, finendo per comprare il superfluo, bombardati da deliranti offerte sconto, o nel più umano negozio sotto casa, spendendo un po’ di più ma preservando un’umanità rara e in via d’estinzione? Giorgio Perinetti, responsabile della cambusa bianconera, sornione e determinato,  è uno che fa la spesa da una vita e mai si è fatto incantare da proposte bidone, esce presto di casa perché sa che gli affari migliori si concludono mentre gli altri ancora dormono. Che succede però se il borsellino lo tiene stretto il padrone di casa, che tutto vuol approvare e pensa che in fondo si possa riempire il paniere centellinando le monete e senza fretta? In questo caso però agguerritissime e non più giovani signore passano avanti con tanto di carrellate nelle gambe e arrivano per prime alla cassa. Chi non l’ha provato? Al di là della metafora semiseria, il tifoso roburmatto rischia le prime emicranie estive sotto l’ombrellone al pensiero che fresca di ritorno in serie A la proprietà fissi proprio ora un tetto agli ingaggi più basso di quello che ha consentito la risalita ardita, che sopravvissuti all’incubo comproprietà ritrovandosi il pacco Paolucci, vatti a fidare della Juventus, si faccia fatica a trovare un portiere, per inciso Coppola è ancora senza squadra e proprio schifo non ha fatto, che si pensi di completare l’attacco con tal Grossi ex Albinoleffe, autore di un discreto campionato, ma allora perché non Piovaccari? ed altre simili sconcertanti amenità. Nessuno si aspetta di prender parte all’asta per Sanchez ma nel frattempo sono riemersi, con nuovi-vecchi argomenti, i soliti roburscettici, soprattutto scettici e poco robur, per intenderci quelli che per tutto il passato campionato hanno trovato da ridire, rinnovando il pessimismo di mestiere. E ti pareva… In fondo gli altri, leggi le concorrenti per la prossima salvezza, non hanno fatto al momento molto più di noi. Basterebbero un paio di colpi, non necessariamente ad effetto ma concreti, per riportare serenità. Certo i turbamenti di Perinetti, uomo pacato, non cadono dalle nubi come un estemporaneo  temporale estivo, sono un segnale dato in tempo utile. Caro Presidente, sta a lei raccoglierlo. Si ricordi che giusto un anno fa, anche se quello di B era un mercatino delle pulci, il Direttore piazzò in poche ore un colpo che ridusse al silenzio tutta l’agguerrita concorrenza portando a casa Mastronunzio e Troianiello, che tutti volevano. Contrariamente al Milan, che aspetta gli ultimi minuti per entrare in gioielleria e acquistare a buon prezzo, si fa per dire, capolavori esotici dell’arte orafa, noi nel nostro piccolo dobbiamo andare dal panettiere, dal macellaio e dal fruttivendolo, e ogni brava massaia sa che pane, carne, frutta e verdura si comprano di buonora, prima che finiscano. Questo vale per i generi di largo consumo, soprattutto se, come par di capire, si vuol stare molto attenti a quel che esce dal borsellino, come è giusto che sia, anche se forse non è dei più miseri. Ma questo sarebbe un altro discorso. Altrimenti anche il buon cuoco Sannino, quello che con poco deve preparare una pietanza succulenta, potrebbe trovare di che ridire. Mai far arrabbiare chi lavora in cucina per gli altri. Noi roburmatti non vogliamo bollori di mercato. (Paolo Soave) 

Fonte: Fedelissimo Online