Bogdani: “Siena la mia priorità. Proposte in B”

Ai microfoni di Tuttomercatoweb Erjon Bogdani ci racconta la stagione appena passata col Siena e le sue prospettive future. Nonostante i 36 anni, l'attaccante albanese non ha alcuna intenzione di appendere le scarpe al chiodo e sogna l'impresa con la sua nazionale, rivelazione delle qualificazioni a Brasile 2014.

Erjon Bogdani, come giudichi la stagione appena terminata?

"Non è andata bene, ma parlo in generale. In certo momenti sembrava ci potessimo salvare ma alla fine abbiamo pagato il -6 di partenza e ci siamo ritrovati molto stanchi. Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, ma con una penalità simile era davvero difficile".

Si è appena chiusa la seconda parentesi senese, dopo quella dal 2005 al 2007

"Ero tornato molto volentieri a Siena. Dopo un anno a cesena dove ci siamo salvati nella stagione seguente hanno cambiato progetti, puntando su altri giocatori. Sono quindi tornato dopo 5 anni a Siena e sono riuscito a fare 4 reti e abbiamo centrato la salvezza. Quest'anno l'inizio è stato difficile, perché non avevo feeling con Cosmi e non ho giocato quasi mai. Con Iachini le cose sono cambiate, mi sono messo a disposizione e ho fatto le mie partite. Peccato non sia bastato a salvarci".

Dove ti vedremo nella stagione che verrà?

"Sinceramente non lo so, se ne sta occupando il mio procuratore. Lo chiamano tante squadre in serie B e al momento sto aspettando un po', soprattutto aspetto Siena, cerco di capire cosa farà, se s'iscriverà e spero in caso in una loro chiamata perché mi sono trovato bene e vorrei rimanere. In questi 8-9 giorni, comunque, deciderò".

In barba ai 36 anni non hai intenzione di appendere le scarpe al chiodo

"Fisicamente mi sento benissimo e posso dare molto al calcio. Sto bene e voglio giocare".

Priorità sempre all'Italia?

"Penso di sì. Conosco bene il vostro paese e sono abituato da ormai 12-13 anni a giocarci".

Una battuta sull'Albania, rivelazione delle qualificazioni ai Mondiali

"All'inizio non ci credevo, perché c'è stato anche un cambiamento generazionale, con gente come Skela e Lala che hanno smesso di giocare. Pensavo diventasse difficile e invece un po' alla volta babiamo ottenuto buoni risultati e adesso ci crediamo, inutile nasconderlo. Certo, sono sorpreso da quello che stiamo facendo, come sono sorpreso dal rendimento di Norvegia e Slovenia, perché me le aspettavo più forti. Proprio contro la Slovenia avremo una partita a settembre dove si decide tutto: se facciamo risultato positivo possiamo crederci sul serio, altrimenti la stessa Slovenia torna in gioco".

Fonte: tuttomercatoweb.com