Bilanci Serie A al 30/06/2010, solo quattro squadre in attivo

Interessante indagine della Gazzetta dello Sport che nell’edizione di ieri ha analizzato, squadra per squadra, i bilanci finanziari riferiti all’anno passato, avvicinandosi la scadenza del 2013, data fissata dal Presidente UEFA Platini per la messa in azione del famigerato "Fair Play Finanziaro". L’approfondimento del quotidiano rosa sulla salute economica delle società di Serie A rivela che nella stagione 2009-10 i 20 club italiani hanno bruciato altri 193,5 milioni di euro. Leggero miglioramento rispetto all’anno precedente nel quale il rosso superava i 200 milioni, nonostante questo si registra una costante crescita del fatturato, che per la prima volta nella storia ha superato la soglia di 1,7 miliardi. Ciò che colpisce però è che soltanto quattro club su venti producono utili: la Fiorentina 4,4 milioni, il Catania 2,5, il Livorno (poi retrocesso) 1,8 e il Napoli 0,3. E senza i 381,5 milioni di plusvalenze sarebbe andata molto peggio: la gestione caratteristica di costi e ricavi è sballata. Dalla stagione 2000-01 a quella scorsa la Serie A ha accumulato 2,4 miliardi di deficit, chiudendo sempre in rosso. E necessaria un’immediata inversione di tendenza se si vuole arrivare all’appuntamento del 2013 senza il rischio di ricorrere in sanzioni. Particolarmente preoccupante è il dato che riguarda gli emolumenti dei dipendenti societari: nell’ultimo decennio 11 miliardi su 13 sono andati via per pagare gli stipendi e tutti gli altri costi connessi alla forza lavoro. Nel 2009-10 questa voce è addirittura aumentata, smentendo le annunciate svolte all’insegna del risparmio: da 1,093 a 1,162 miliardi. In media le spese per il personale incidono per il 68% sul fatturato (nella Bundesliga è il 51%), ma ci sono casi in cui si va molto oltre: Bologna 94%, Inter 93%, Bari 88%, Sampdoria 85%, Parma 82%, Roma 74%.

Ecco nel dettaglio l’analisi del quotidiano milanese squadra per squadra:
ATALANTA Il campionato della retrocessione è stato negativo pure per i conti, nonostante gli 8,5 milioni di plusvalenze.
BARI Casse esangui, tanto che si è resa necessaria la cessione del marchio (plusvalenza di 21,5 milioni). Evitato così l’aumento di capitale. Il bilancio 2009 ha visto il costo del lavoro (23,2) superare il fatturato (20,4), per metà legato alla B.
BOLOGNA Nell’ultimo bilancio le spese del personale (36,7) hanno prosciugato i ricavi. Nuova proprietà e ricapitalizzazione da 13 milioni, per giugno stimato un passivo di 6,3 milioni.
CAGLIARI Il deficit è dovuto all’assenza di plusvalenze (6,2 l’anno precedente). Rebus sponsorizzazioni: Dahlia (1,3 milioni) è fallita, la Regione Sardegna (1,6) non rinnoverà a causa dei tagli imposti dal Governo.
CATANIA Da quando è tornato in A, ha sempre registrato profitti: in quattro anni 19 milioni. E nel prossimo bilancio peserà la cessione per 12 milioni di Martinez alla Juve.
CHIEVO Bilancio in miglioramento: il deficit è sceso da 6,1 a 1,5 milioni, grazie a 5 milioni in più di ricavi e a risparmi per 2,2 milioni sul costo del lavoro.
FIORENTINA Raggiunto per la prima volta l’utile di bilancio nell’era Della Valle. Dall’avvento della nuova proprietà (2002) erano state accumulate perdite per 62,2 milioni. A dicembre 2009 la svolta, che può consentire – si legge nella relazione – «una vera e propria autonomia finanziaria della società» . Una manna i proventi Champions (22,4 milioni), le plusvalenze di Melo, Pazzini &Co. (33,6 in totale), il +4%del commerciale.
GENOA Deficit esiguo a dicembre 2009 ma le perdite pregresse hanno obbligato Preziosi a rinunciare a un altro milione di credito destinandolo al capitale. Già in passato il patron si era esposto: 21 milioni di versamenti. Il patrimonio calciatori è passato da 69 a 94 milioni.
INTER Conti migliorati grazie al triplete e alla maxi-plusvalenza di Ibrahimovic. Al giugno 2010 la perdita è stata di 69 milioni (154,4 l’anno prima) e questa stagione andrà ancora meglio, monetizzando la cessione di Balotelli.
JUVENTUS A causa del flop di Diego (acquistato per 24,5 milioni, ceduto per 15,5, con svalutazione di 5,8), la perdita è stata di 11,3 milioni. Il prossimo giugno, senza la Champions, si prevede un deficit di 50-60 milioni.
LAZIO Primo rosso per Lotito, ma la gestione resta in equilibrio. Il costo del personale è cresciuto (da 26,8 a 37,9), così come gli ammortamenti (da 13,7 a 18,9). La semestrale, però, ha fatto segnare 7,4 milioni di profitti.
LIVORNO Conti in ordine per il club di Spinelli che nella stagione 2009-10 si è fregiato del titolo di società più parsimoniosa della A: 16,4 milioni per il personale, nessuno ha speso di meno.
MILAN I 63,7 milioni di plusvalenza per Kakà hanno sistemato i conti del 2009, dopo le perdite di 32 milioni del 2007 e di 77 del 2008. Sono aumentati i ricavi (+36,2) grazie alla Champions e alla cessione dell’archivio immagini a Rai e Mediaset. Nel 2009 la Fininvest ha concesso 16,8 milioni di finanziamento.
NAPOLI Quarto utile di bilancio consecutivo, col fatturato che continua a crescere grazie allo sviluppo del brand azzurro.
PALERMO Diritti tv, commerciale e botteghino fanno crescere il giro d’affari ma i rosanero non replicano l’exploit di 49,6 milioni di plusvalenze e chiudono col segno negativo.
PARMA Un’altra stagione in rosso (i 2,4 milioni si aggiungono ai 9,9 pregressi), così la controllante Eventi Sportivi ha dovuto convertire i 5 milioni di finanziamento in conto capitale. E per il 2010-11 i revisori fanno sapere che «si renderanno necessari ulteriori interventi di natura finanziaria al fine di superare possibili tensioni di liquidità» .
ROMA Senza la Champions, l’esercizio 2009-10 è stato un fiasco, col costo del lavoro a incidere per il 74%sui ricavi. E per questa stagione previsto un deficit di 40 milioni.
SAMPDORIA Perdita di 16,4 milioni dovuta a una riduzione di 6 milioni dei ricavi e a un aumento di 5,5 milioni del costo del lavoro e di 4 milioni degli ammortamenti. Garrone ha staccato un altro assegno di 10 milioni.
SIENA Rosso di 5,5 milioni nonostante i 7,5 milioni di paracadute per la retrocessione. Mezzaroma ha incrementato la liquidità investendo 14,9 milioni.
UDINESE Crescono i costi (+6,5 milioni) e l’esercizio chiude in passivo, ma nel 2008-09 c’era stata la vetrina dell’Europa League. Sempre ricco il mercato in uscita (24,3 milioni di plusvalenze).

Secondo il quotidiano se il Fair Play Finanziario fosse già entrato in vigore, sette italiane su venti sarebbero out dall’accesso all’Europa. Da luglio in poi i controllori dell’Uefa, secondo le direttive base del FPF, metteranno sotto pressione i nostri club, avendo il piano come obiettivo, in un futuro più o meno lontano, il pareggio di bilancio come passepartout per accedere alla Champions e all’Europa League.


Fonte: Tuttomercatoweb