Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?

Il Siena torna da Lucca con un punto e tante certezze. Sia positive che negative. Sul difficile campo di Porta Elisa la squadra ha disputato una gara di grande carattere, usando più la sciabola che il fioretto, senza perdere la lucidità una volta rimasti in dieci e dimostrando di poter contare su una grande solidità difensiva. Un punto sudato anche se aiutato da un po’ di fortuna o forse guadagnato grazie ad un grande Montipò autore di una prestazione assolutamente di rilievo.

Insieme a queste e altre considerazioni positive, purtroppo, è emerso anche il problema che attanaglia il Siena 2015-2016: un attacco che  ha grandi difficoltà ad andare in rete e che sembra più indietro rispetto agli altri reparti. E questo è un problema.

Quattro gare, quattro pareggi, un goal subito e uno fatto. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Non è facile sciogliere questo dilemma, molto dipende dalle reali ambizioni della società. Se la squadra è stata costruita per raggiungere una tranquilla salvezza, il bicchiere è mezzo pieno, ma se, viceversa, le ambizioni e l’impegno economico profuso sono rivolte almeno ai playoff, il bicchiere risulterà mezzo vuoto.

In questa valutazione non ci aiutano le dichiarazioni provenienti dalla società e circolate in queste ultime settimane. Prima si parla di salvezza, poi di playoff e il tifoso, ovviamente, tra i due obiettivi si sintonizza sul secondo e vede il bicchiere se non mezzo vuoto, sicuramente “poco pieno.”

I dubbi sull’attacco che hanno molti tifosi, sono anche della società, tant’è che si è lasciata aperta la possibilità di poter tesserare il ventiquattresimo giocatore nella lista consegnata in Lega.  Ovviamente uno svincolato.

Quanto scritto non è da prendere come un’accusa agli attaccanti, anche perché di palle giocabili non è che finora gliene siano arrivate tantissime, ma per le caratteristiche di chi compone il reparto avanzato, manca – o almeno nessuno l’ha ancora dimostrato – lo stoccatore finale, quello che quando gli si presenta l’occasione giusta, non ci pensa due volte e tira in porta.

Se agli attaccanti arrivano pochi palloni è inevitabile pensare che anche nel settore centrale, punto nevralgico dell’intero gioco, qualche cosa non vada ancora per il giusto verso, ma tempo, impegno e lavoro – parametri che non sono mai mancati – sicuramente miglioreranno il rendimento.

Concedere il tempo necessario alla squadra per raggiungere sempre maggiori equilibri è doveroso anche perché  siamo convinti che una vittoria porterebbe in dote, oltre ai tre punti, un’importante iniezione di autostima, quella che forse manca al momento.

E allora sotto con il Rimini, potrebbe essere davvero la partita della svolta. (Nicnat)

Fonte: Il Fedelissimo