Bianconeri in crescita

 “Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi essere pronto a fare qualcosa che non hai mai fatto”. Un proverbio non può e non deve spiegare l’enorme complessità di una partita di calcio. Tuttavia, in questo aforisma si riscontra una chiave di lettura per l’entusiasmante vittoria della Robur all’Arena Garibaldi. Per la prima volta, infatti, i bianconeri hanno conquistato il successo lontano dalle mura amiche. Impresa riuscita grazie a qualcosa di mai visto prima in questa stagione, almeno in campionato. In trasferta, infatti, i ragazzi di Gianluca Atzori non erano mai riusciti a difendere un vantaggio. Nell’unica altra occasione in cui la Robur si era trovata rincorsa dagli avversari, era arrivato il gol beffardo di Scappini al 94° al Mannucci di Pontedera a negare la gioia dei tre punti. A Pisa questo non è accaduto e per due volte gli ospiti sono stati in grado di colpire la truppa di Gattuso. E lo hanno fatto con situazioni di azione manovrata. Ecco l’aspetto chiave, in netta evoluzione rispetto all’inizio di campionato. Da queste colonne avevamo certificato la difficoltà della Robur nella creazione di pericoli con la palla in movimento. Alla vigilia della sfida contro al Maceratese, infatti, le conclusioni nello specchio della porta avversaria scoccate dall’interno dell’area erano state solo quattro. Netta controtendenza con quanto accaduto dopo quell’infausta gara contro “la Rata”. Da lì in avanti, infatti, il gruppo di Atzori ha centrato per sette volte complessive la porta avversaria dall’interno degli ultimi sedici metri. Non è un caso, infatti, se la media gol è passata da 0.5 a 2 nelle ultime tre gare (pur contando il rigore trasformato da Ettore Mendicino contro la Lupa Roma). Insomma, il percorso di crescita e maturazione del gioco sta dando i suoi frutti. Anche a livello psicologico, le batoste subite ben oltre il novantesimo contro Maceratese e Pontedera hanno portato ad una reazione. Reazione invocata ed ottenuta da Gianluca Atzori, che adesso avrà un compito tutt’altro che semplice, ovvero pensare a come affrontare il prossimo step di crescita. Come evidenziato da Mendicino nel postpartita di Pisa, infatti, talvolta la Robur si appiattisce a livello di ritmo, rischiando di vanificare la fatica e ciò che di buono è stato prodotto sul terreno di gioco. Al tecnico della Robur la soluzione di questo rebus. Un enigma da affrontare anche con la consapevolezza dei molti infortunati da recuperare. Burrai, Sacilotto, Celiento e Libertazzi hanno tutte le caratteristiche per essere considerati titolari. Con una più ampia disponibilità di arruolabili, il tecnico frusinate dovrà vestire i panni dell’alchimista per trovare l’equilibrio tale da mantenere la produttività senza togliere certezze al gruppo. La prossima tappa nel percorso di crescita è pronta per essere scalata. (Filippo Tozzi)

Fonte: Il Fedelissimo