Un momento difficile, sicuramente il più difficile dell’ultimo anno e mezzo, ma dal quale la Robur deve uscire. Un diktat che ha fatto suo anche capitan Tommaso Bianchi, che a La Nazione ha cercato di spiegare le ragioni alla base del rallentamento, tramutatosi nello scivolamento al quinto posto della classifica. Queste le sue dichiarazioni:
Difficoltà – “Stiamo attraversando il primo momento di difficoltà da quando siamo ripartiti lo scorso anno. La sconfitta con il Livorno, immeritata, è stata dura da digerire. Ma, a parte la trasferta a Terranuova Bracciolini, in cui abbiamo costruito poco e abbiamo meritato di perdere e in particolare in casa, abbiamo costruito di più rispetto all’inizio. Anche domenica siamo stati tanto dentro la loro area e abbiamo creato diverse occasioni, poi non realizzate per scarsa lucidità o passaggi sbagliati. All’inverso abbiamo subìto gol per grossi errori. E, quando vai sotto, le partite cambiano”.
Motivazioni – “Dico che è un periodo negativo, in cui non siamo riusciti a far girare il risultato dalla nostra parte. Non credo alla fortuna o alla sfortuna: quando esci dal campo sconfitto c’è un perché. Sta a noi capire quale sia. Le assenze hanno influito: quando mancano tante pedine, soprattutto under, sei costretto a cambiare ogni volta formazione e modo di giocare. Ora però la situazione sta rientrando. Dal punto di vista fisico stiamo bene, lo dimostrano i dati gps. Credo che sì, che sia stato principalmente l’aspetto mentale a influire: stavamo crescendo, ci mancava quel passetto in più per diventare una grande squadra, ma siamo incappati nella prima sconfitta e abbiamo perso quella tranquillità e quella lucidità necessarie per portare gli episodi a favore. Ché poi le partite sono tutte equilibrate, sono gli episodi a decidere i risultati, che siano errori, rigori, espulsioni, chance fallite… Noi, di errori, ne abbiamo commessi, individuali e di squadra”.
Contestazione – “Per un anno e mezzo ci siamo presi solo applausi, adesso ci sta che i tifosi, sempre nei giusti modi, si facciano sentire. Tengono tanto ai colori bianconeri, è un modo per caricarci ancora di più”.
Condizione – “Domenica ho preso una botta allo zigomo sinistro, ho una parte del volto tumefatta. Ma è tutto a posto. Purtroppo, quando ho iniziato a stare meglio, a trovare anche maggior minutaggio, mi è venuta la febbre alta, sono stato una settimana a casa sotto antibiotico. Un dispiacere non poter aiutare i compagni. Ora ho ripreso ad allenarmi forte”.
Figline – “Sarà un’altra partita tosta, loro si difendono bene, concedono pochi gol su azione. Ci sarà da battagliare, vogliamo vincere: dopo le due sconfitte sarebbe importante sotto l’aspetto mentale. Dovremo sfruttare ogni singolo episodio, a partire dalle palle inattive che sono un’arma in più. Anche il Livorno, per esempio, le sfrutta molto”.
Obiettivi – “Personalmente non ho mai parlato di vittoria di campionato. Siamo, parlando onestamente, un’ottima squadra, ma altri club hanno speso più del Siena nell’allestimento dell’organico e sono da più anni in questa categoria. Da questo punto di vista noi partiamo indietro. Alla fine a parte qualche innesto e le quote siamo gli stessi della passata stagione. Non dobbiamo porci obiettivi a lungo termine, ma andare avanti di partita in partita, cercando di rimanere ai piani alti della classifica. Ma non siamo la squadra che può ammazzare il campionato”.
Fonte: Fol
