“C’è un po’ di delusione, venivamo da due vittorie e volevamo proseguire questo cammino a punteggio pieno. Abbiamo fatto una buona gara. Potevamo fare meglio, alla fine però è importante anche non aver perso e non aver preso gol”. Vede il bicchiere mezzo pieno dopo l’incontro di ieri Tommaso Bianchi, intervenuto a RadioSienaTv per commentare il pareggio ottenuto in casa del Firenze Ovest. “Vorremmo sempre vincere, ma tante volte non è possibile e secondo me non siamo ancora quel tipo di squadra. Spero che ci arriveremo durante la stagione”.
Ripartire da una categoria più bassa non ha spaventato il centrocampista grossetano: “Sono sempre stato bene a Siena, in questi due anni ho vissuto belle emozioni sia con la squadra che con l’ambiente. Anche quando sono andato a giocare al San Donato sono rimasto ad abitare qua. Mi aspettavo di poter tornare, stavo seguendo le vicissitudini, quando è venuta fuori la possibilità di tornare non me la sono fatta sfuggire. La società è nuova ma è ben strutturata. C’è da migliorare ancora tanto, del resto ci siamo messi al lavoro da 3 settimana. Però il progetto e importante e volevo farne parte. Ci tengo a fare bene qui a Siena”.
Il capitano sottolinea l’importanza che potrà avere la compattezza di tutto l’ambiente: “Il gruppo è tutto nuovo ma è composto da ottimi ragazzi, qualcuno già lo conoscevo come Galligani con cui avevo giocato l’anno scorso a San Donato. Abbiamo uno staff che non ci fa mancare niente, e mi riferisco anche a Nermin che ho avuto il piacere di ritrovare. Sono contento perché ho visto un ambiente unito. Era importante – osserva Bianchi – vedere la reazione dei tifosi a questa ennesima batosta che hanno dovuto subire. Queste prime giornate ci hanno emozionato, sia in trasferta che a Badesse ci hanno seguito numerosi trasmettendoci tanta energia. Credo non sia facile passare da serie superiori all’Eccellenza. Ora la cosa fondamentale – conclude – è continuare con questa unione d’intenti. Dovremo essere bravi noi con le prestazioni in campo a trascinare tutto l’ambiente”. (Jacopo Fanetti)
Fonte: Fol
