Biagiotti come Chellini: le belle storie del calcio di provincia

Confesso, fin da bambino ho sempre sognato di vivere la bella favola di Tommaso Biagiotti. Lui grande portiere ci è risucito, io scarsissimo centravanti l’ho solo sognato. Ma ne sono felice, felicissimo, perché Tommaso, oltre alle importanti doti tecniche è anche un ragazzo serio, con i piedi per terra e con una grande famiglia alle spalle.

Ho seguito la crescita di questo ragazzo per tutta la stagione e per me non è stata una sorpresa vederlo esordire con la calma, la freddezza e la sicurezza di un veterano.

Quando ieri l’ho visto sistemarsi tra i pali e respingere quel pallone che poteva cambiare la stagione, ho esultato come un forsennato, ma subito dopo la mia testa è volata a tantissimi anni fa, al campionato 1940-41 quando un altro portiere, anche lui senese doc, anche lui sedicenne, fu messo a difesa della porta bianconera in sostituzione del forte ma bislacco Erbinovi che, un’ora prima di una partita si presentò allo stadio e annunciò all’allenatore “oggi, mi zoco no”, oggi non gioco.

Era Sergio Chellini, chiocciolino e grande tifoso della Robur.  A distanza di 75 anni la storia si ripete, ma per uno strano scherzo del destino, Biagiotti è della Contrada della Tartuca, la secolare avversaria della Contrada della Chiocciola cui apparteneva il grande Chellini.  Due storie belle, due cammei che solo il calcio di provincia può regalare e di cui i tifosi sono orgogliosi. Auguri Tommaso e grazie per aver realizzato il mio sogno di bambino! (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online