Bertotto: “Ricci mi ha convinto in due ore. Ero molto più vicino all’Udinese che alla Pistoiese”

Valerio Bertotto, ex giocatore bianconero e tecnico della Pistoiese da dieci giorni, ha parlato a Siena Tv della sua nuova esperienza sulla panchina degli arancioni dopo i tre anni come selezionatore della Rappresentativa di Lega Pro.

L’approccio alla Pistoiese – “Ho delle idee di calcio decisamente concrete, lineari. Cerco di trasmetterle ai ragazzi a prescindere dalla categoria. Il feedback loro deve essere immediato. Di tempo per allenarsi ce n’è pochissimo, ho chiesto la disponibilità a recepire immediatamente quello che chiedo, che è figlio di un calcio moderno, fatto di qualità e giocate funzionali”.

La trattativa – “E’ nata lunedì prima dell’Arezzo. Io avevo un impegno televisivo, ho finito alle 22.30, sono andato a casa e dopo un’ora ha chiamato Ricci. Abbiamo chiuso all’1.30, la mattina dopo ho preso la macchina e sono andato. E’ stata una scelta veloce ma ponderata, non ho mai preso decisioni affrettate nella mia vita. Credo ci siano le possibilità per fare bene. Il mio futuro è questo, so che ho delle certezze e le porto avanti da allenatore”.

Udinese – “Ero molto più vicino lì che qua. C’è stato un momento in cui sembrava che le cose volgessero in positivo. Però sono rimasto in ottimi rapporti con la famiglia Pozzo, la stima è reciproca. Chi lo sa se in futuro si possa concretizzare qualcosa”.

Rappresentativa Lega Pro – “Tutto il lavoro svolto è dovuto all’autonomia che mi è stata data. Ghirelli e Macalli mi hanno dato carta bianca per creare una filosofia di lavoro professionale. Abbiamo fatto tanti stage, tanti ragazzi hanno avuto la possibilità di giocare contro realtà che giocano in serie A”.

Robur – “Mi dispiace non poterla affrontare. A Siena sono stato trattato davvero bene, ho passato due anni fantastici e lo ricordo con affetto. Il campionato? Ha avuto dei periodi difficili, ma è un anno di transizione e consolidamento. Credo abbiano ottenuto la loro tranquillità. Siena cercherà negli anni a venire di puntare a qualcosa di più grande”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol