Beretta: «Siena iscriviti, poi se vuoi arrivo»

Ce ne sono stati tanti di allenatori che nella storia recente del Siena hanno fatto cose egregie ottenuto risultati importanti. Pochi però sono rimasti nel cuore della gente come Mario Beretta, che nel 2007 e nel 2008 ottenne due salvezze (molto diverse tra loro in verità) sulla panchina della Robur. Adesso il tecnico milanese è alla finestra ed attende impaziente una chiamata per tornare a respirare l'aria che conosce meglio, ovvero quella del campo. Non smette però certo di seguire le vicende del Siena, al quale è stata anche accostata più volte, nel caso di risoluzione positiva della situazione attuale.

«Leggo e seguo costantemente quello che succede a Siena in generale ed in particolare intorno alla Robur. Lo faccio per affetto e per il legame, che come molti sanno, ho ancora con la città. Credo che al di là dei risultati, che anche altri colleghi anno fatto a Siena nell'ultimo decennio, di essere ricordato per l'aspetto umano e personale. E ciò mi rende orgoglioso. Mi dispiace molto essere a conoscenza delle difficoltà attuali, ma spero che al più presto si possa trovare una soluzione. Il nome del Siena adesso fa parte di una elite di club di serie A, dopo tanti anni di onorata militanza in quella categoria. La retrocessione ci può stare, era già successa e fa parte dello sport. Altro invece è parlare di fine della società. Non è facile ripartire dai dilettanti, ma al momento non voglio neanche pensare a questa eventualità per la Robur».

Come detto il nome di Beretta, specie al termine della passata stagione, è stato accostato ala panchina della Robur.
«Non ho sentito nessuno a proposito, anche perché, come detto la Robur al momento ha problemi decisamente più importanti rispetto a quello legato al prossimo allenatore che la guiderà. Ovvio che l'idea di tornare a Siena mi lusinga e rende orgoglioso ma al momento non ci sono elementi per fare discorsi di questo tipo».

In caso di iscrizione per il Siena in ogni caso si prospetterebbe un torneo difficile, ricco di difficoltà.
«Per quanto mi riguarda accetterei la Robur senza problemi. Non è certo una questione di categoria o di ambizioni particolari. Per quanto riguarda l'aspetto generale è ovvio che non sarebbe un campionato facile, ma non lo è per nessuno, mai. I punti di penalizzazione relativi ai problemi finanziari della società credo che in fondo non sarebbe un grandissimo problema. La B è lunghissima, in 42 partite può succedere di tutto e non sono 3 0 4 punti a cambiare la situazione».

Conosce bene Siena, e non solo dal punto di visto sportivo. Quanto la sorprende il momento attuale della città?
«Parlo da osservatore esterno, seppur vicino, col cuore, agli affari di Siena. Credo che molto dipenda dalla situazione economico finanziare della banca, che è stata importantissima per la città e la sua provincia negli anni, e non solo per lo sport. Una crisi che ha colpito anche il tessuto sociale e comunità intera, ma dalla quale si può risalire. Ne sono convinto».

Fonte: La Nazione