BERETTA-SI, BERETTA-NO…LA TERRA DEI CACHI

Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco, se Beretta non è arrivato a Siena non è per un aspetto economico o di rafforzamento della squadra, ma solo perché non ha sentito quella fiducia che si aspettava.

Spostare l’attenzione sull’ingaggio o sulla durata del contratto e/o credere che non sarebbe stato accontentato nelle sue richieste di rafforzamento della squadra, farebbe perdere di vista il vero motivo del rifiuto e le responsabilità che ci sono dietro.

Beretta conosce Siena fin troppo bene, conosce i meccanismi che ne dettano i ritmi, è cosciente della stima della piazza, ma conosce anche il pensiero di chi gestisce la società, la stessa che dopo il fantastico campionato 2007-2008 gli dette il benservito contro il parere di tutti. Sponsor compreso.

Dietro alla scelta di ricorrere alle prestazioni di Beretta c’è sicuramente una pressione delle Istituzioni cittadine e dello sponsor e l’errore commesso da Stronati ed i suoi collaboratori è stato quello di non aver nemmeno tentato di mascherare il proprio malcontento.

Tutto questo c’era da aspettarselo, soprattutto dopo aver presentato Baroni e dichiarato che era una scelta definitiva e convinta.

Se Stronati e Gerolin avessero voluto “spontaneamente” Beretta non avrebbero aspettato il “consiglio” istituzionale che, quando è arrivato, ha di fatto delegittimato la loro scelta precedente.

Non dimentichiamo che furono Stronati e Gerolin a non rinnovargli il contratto nonostante i risultati ottenuti e che, anche il quell’occasione, non ci fu un comportamento molto cristallino. Chi non ricorda gli appuntamenti fissati e disertati dalla società?

Dopo l’incontro romano con il presidente sono passati tre giorni di trattative, ma non con Beretta come logica vorrebbe, ma con il suo procuratore Federico Pastorello. Nessuno della società si è fatto vivo con lui manifestando così, apertamente, la poca convinzione della scelta.

C’è voluto il comunicato di rinuncia per ricreare un contatto, ma ormai era già troppo tardi.

Ed ora il futuro è molto buio, anzi nero e solo un miracolo potrà evitarci una fine che, ad oggi sembra inevitabile a meno che Stronati e Gerolin non riescano a inventarsi una soluzione che nemmeno noi riusciamo ad individuare. Tutto ci sta….nella terra dei cachi. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online