Beretta: Grinta e serenità per affrontare un grande Empoli

Il Franchi domani metterà davanti la seconda e la terza forza della serie B. Senza il -7 davanti il Siena sarebbe lì. A ridosso dell'Empoli. La classifica parla un'altra lingua, ma i numeri non mentono. Eppure le due squadre hanno un trascorso completamente diverso. E dalle differenze sostanziali del campionato di entrambe parte Mario Beretta nella conferenza di presentazione del derby toscano della cadetteria.

Tre soli punti, virtualmente, vi separano dall'Empoli: cosa avete e non avete in comune con gli azzurri?
“Il percorso che ha portato l'Empoli in seconda posizione è ben diverso dal cammino che abbiamo intrapreso noi. Loro sono insieme da anni, sono un gruppo compatto che può lavorare nella totale tranquillità. Noi invece siamo partiti tra mille difficoltà, che non ci hanno abbandonato nel corso dei mesi. Vi assicuro che non è facile scendere in campo sempre liberi di testa. Maccarone e Tavano, per esempio, si conoscono benissimo e i loro numeri sono il risultato di tale affiatamento. Noi, l'attacco, lo stiamo ricostruendo adesso, come fossimo nel ritiro pre campionato ma con pochissimo tempo a disposizione. Non è facile lavorare dovendo ogni volta ricominciare tutto”.
Detto questo, credete nei play off?
“Magari ci arrivassimo. Sarà sicuramente una scalata non facile. Scendere in campo sempre per vincere, data la penalizzazione e i tanti problemi che hanno costellato il nostro campionato, alla fine è logorante. Ci proveremo fino all'ultimo, ma sempre all'insegna della serenità. E ragionando di partita in partita”.
A Terni la squadra ha commesso ingenuità che sono costate care, è servita la lezione?
“Dovremo stare molto attenti, domani, non possiamo permetterci certi errori, a maggior ragione visto che affronteremo gli attaccanti più forti della serie B. Massimo lo conosciamo tutti, Tavano, lo stesso, è un giocatore da grandi numeri. Credo sia proprio questa la forza dell'Empoli: avere delle individualità importanti, inserite in una squadra compatta e di qualità”.
Possibile, proprio come successo all'andata un cambio di modulo?
“In settimana abbiamo provato diverse soluzioni, in modo che i ragazzi, quando sono in campo, sappiano benissimo cosa fare in qualunque momento o in qualunque sistema richieda la partita. Quando una squadra ha la propria identità non c'è bisogno di cambiare, ma a volte si può farlo o dall'inizio, o a gara in corso. Ma è possibile solo grazie alla grande dedizione del gruppo sempre disponibile a studiare i vari concetti di gioco: quando si parla di attacco, non si parla soltanto di fase offensiva, ma anche di fase difensiva e di spirito di sacrificio”.
Pulzetti al Liberati ha giocato al di sotto delle sue possibilità: cosa è successo? 
“Aveva dei problemi alla vista, non vedeva bene da un occhio. E la cosa si è acutizzata nel secondo tempo. Sono d'accordo, quello non era lui. Fermo restando il fatto che una partita storta può capitare a tutti”.
Bene invece, ancora, Spinazzola…
“Leonardo ha qualità tecniche e fisiche incredibili. Deve ancora migliorare sotto diversi aspetti, come quello della concentrazione, ma è un ragazzo di grandi prospettive. Durante l'anno è migliorato tantissimo, e io scherzando glielo dico sempre: 'Sei buono per tutte le stagioni'. Tradotto, in qualunque ruolo lo abbia fatto giocare si è disimpegnato bene. Ha capito che c'è totale fiducia nei suoi confronti, sia che giochi o che non giochi. Che il suo spazio importante se lo è guadagnato. E questo gli ha dato sicurezza”.
Dopo un periodo in cui la squadra era decimata, adesso regna l'abbondanza…
“Siamo in tanti, ma non può che essere un bene. Capisco che chi rimane fuori può essere arrabbiato, sarebbe sbagliato il contrario. L'importante è che la rabbia la riversi sempre sul campo, che ci metta ancora più spirito e più voglia. Come è sempre successo e come dimostra il grande campionato che sta facendo la squadra. I ragazzi, sono stato sempre chiaro su questo punto, sanno che una panchina, una tribuna o una non convocazione, non significa esclusione. Qui nessuno mette da parte nessuno, né durante la settimana, nel lavoro, né il sabato”.
Il discorso vale in particolare per la difesa: quando rientrerà Matheu, in due finiranno in tribuna…
“E' vero, dietro siamo in tanti. E' giusto che ognuno guardi a se stesso. Il mio compito è dare a tutti la stessa considerazione. Un campionato importante da parte della squadra porta benefici a chi ha giocato di più ma anche a chi ha giocato di meno. I convocati? Saranno un numero minore rispetto a quelli in trasferta: quando siamo fuori preferisco avere più uomini sul posto, per non dover chiamare chi non è partito, in caso di necessità e magari ha svolto lavoro pesante sul campo la mattina”. (Angela Gorellini)

 

 

Fonte: Fedelissimo on line