«Bello vederli lottare nonostante i problemi societari»

Non ci sono deferimenti o penalizzazioni che tengono, quando una squadra dà tutto quello che ha e fa sognare, ogni volta che scende in campo, chi tiene le bandiere in mano e le sciarpe al collo sugli spalti. Chi non la lascia sola mai, neanche a Trapani o ad Avellino. L'abbraccio che i tifosi bianconeri hanno stretto intorno a mister Beretta e ai suoi uomini al loro rientro dalla trasferta in Irpinia ieri pomeriggio, è l'immagine del momento particolare che sta vivendo la Robur, difficile a livello societario, emozionante sull'erba; sono l'orgoglio di un popolo questi ragazzi. Fanno riflettere, sono maestri di vita.

«E' bellissimo vederli giocare – ha detto il presidente dei Fedelissimi Lorenzo Mulinacci -, riescono a esaltarsi in mezzo a enormi difficoltà, la loro voglia di lottare insegna che con la volontà e anche senza sostegno economico, tutto è possibile. E poi c'è Rosina, che è il simbolo di questo Siena, un uomo che è rimasto per fare grande la Robur e ci sta riuscendo». «Ora però dobbiamo rimanere con i piedi per terra – ha aggiunto Mulinacci -; la vittoria di Avellino ci ha rilanciato in classifica: siamo lì, ce la giocheremo fino alla fine perché ne abbiamo la possibilità, ma il campionato è ancora lungo». Il Franchi ha fatto così da passerella agli eroi del Partenio: una cinquantina di tifosi ha atteso l'arrivo della squadra allo stadio, prima dell'allenamento in programma: mister Beretta, i suoi collaboratori, i giocatori, visibilmente orgogliosi e felici per la sorpresa, sono stati applauditi uno per uno. Messaggi di incitamento, pacche sulle spalle, strette di mano e abbracci a sancire la vicinanza del popolo bianconero ai suoi soldati.

«Il giusto tributo a una squadra che ci sta facendo vivere un bel sogno e un momento stupendo – ha spiegato Cristiano Bottoni dei Vecchi Ultras -. Onore a loro: ha dell'incredibile quello che sta costruendo questo gruppo, un gruppo unito, compatto e di carattere. I ragazzi giocano con gli occhi della tigre, come diceva il presidente De Luca. Più certi fattori esterni provano a buttarli giù, più loro reagiscono e risalgono». «Tutto ciò – ha chiuso Bottoni -, cozza con l'atteggiamento che larga parte della città sta tenendo verso il progetto di riqualificazione dell'area Rastrello. Non capiamo il motivo di certi attacchi non motivati. Il confronto deve essere serio e costruttivo ma non contrario a prescindere».

Fonte: La Nazione