Nella sala stampa del Bertoni dell’Acquacalda è avvenuta la presentazione del nuovo acquisto del Siena Bryan Bello. Queste le sue dichiarazioni:
Carriera – “Ho iniziato questo campionato nella Clodiense, nel girone C di Serie D, lì ho collezionato qualche presenza e sono riuscito a fare le mie prime esperienze. L’anno scorso a Matera ho totalizzato 32 presenze: un’esperienza molto importante dal mio punto di vista. Sono contento perché qui a Siena ho trovato un gruppo forte e coeso. Nonostante il momento di difficoltà, ci sono tutti i presupposti per fare bene”.
Arrivo – “E’ avvenuto abbastanza velocemente. Avevo un momento di difficoltà personale e ho deciso di andare via, perché in un’altra realtà avrei potuto avere più spazio”.
Robur – “Ha un’importanza enorme nel mondo del calcio. Questa piazza ti sprona: c’è voglia di rialzarsi, di dimostrare e di portare il risultato a casa. È un periodo difficile, ma non ci sono problemi insormontabili”.
Bellazzini – “Avevo già sentito parlare del mister e mi trovo molto bene con la sua filosofia. Gioca con i terzini alti e a me piace puntare l’uomo. Abbiamo avuto modo di parlare e conoscerci meglio. Mi ha spiegato come è strutturato il suo ‘castello’ tattico”.
Franchi – “Sono arrivato lunedì e, quando sono venuto allo stadio, mi sono sentito un bambino. La piazza è calda e forte, la squadra ha vissuto anni bellissimi in Serie A e lo stadio è molto importante, non c’entra nulla con questa categoria”.
Campionato – “Cerco sempre di informarmi su tutti i gironi, perché nel calcio non si sa mai e bisogna farsi trovare pronti. Conosco bene realtà come Grosseto e Follonica Gavorrano”.
Numero – “Il 93 fa parte del mio passato e dell’esperienza a Matera: ero a 930 km da casa e per questo scelsi quel numero. È simbolico e mi rappresenta”.
Ruolo – “Sono un terzino offensivo, faccio il quinto di centrocampo o il quarto di difesa. Non posso fare il braccetto. Per il mio ruolo si parla a volte di gol e assist, ma ora bisogna pensare solo a fare gruppo, rimanere uniti e andare più forte degli altri”.
Origini – “I miei genitori sono sudamericani. Mia madre è colombiana e mio padre uruguaiano. Il mio carattere rispecchia molto quelle origini, mi sento un leader”.
Trestina – “Adesso dobbiamo vincere per non essere risucchiati in basso. L’unica medicina è il lavoro e l’unico risultato deve essere la vittoria. Daremo il massimo per portare punti a casa”.
(Vincenzo Battaglia)
Fonte: Fol