BELLISSIMA INTERVISTA A GHEZZAL

Abbiamo ricevuto una bellissima intervista realizzata dal giornalista algerino Ahmed Lakrout, per Le Buteur, con il fresco nazionale Ghezzal.
La proponiamo integralmente onde permettere di conoscere ancora di più il nostro campione.
Siamo partiti da Firenze per raggiungere Siena. Un centinaio di chilometri divide le due città ed il nostro incontro con Abdelkader Ghezzal, questo giocatore che tutta l’Algeria del calcio vorrebbe conoscere da quando si è rivelato al grande pubblico, giocando nel più grande campionato del mondo. La nostra impazienza di ritrovare l’attaccante, asso del Siena, è un po’ attenuata dal bel paesaggio che sfila davanti ai nostri occhi. Il tempo è passato veloce e una dolce voce femminile ci annuncia l’arrivo alla stazione di Siena. Al primo colpo, confermiamo la passione dei senesi per il calcio, confermata da una pausa davanti al primo chiosco dell’angolo. Le riviste e giornali specializzati pullulano. Facciamo acquisizione di alcuni giornali tra cui quello di un club, intitolato “Il Fedelissimo” che c’offre, fin dalle prime pagine sfogliate, la foto dell’algerino che ci ha invitati allo stadio Artemio Franchi. In buono italiano, l’autista del taxi che ci porta allo stadio ci fa capire di essere un grande sostenitore del club. Ci svela le mille sfaccettature della sua cara Siena ma anche dei giocatori della squadra.

“Ghezzal è un grande attaccante. Spero che le grosse società non ce lo freghino”

Il fatto di svelare la nostra identità e le ragioni del nostro soggiorno a Siena accende ancora questa discussione e la rende più calorosa.

“Ghezzal è un piccolo mostro che progredisce ogni settimana. È una delle grandi soddisfazioni del Siena di questa stagione. I dirigenti hanno avuto la mano felice facendolo firmare per noi. Tutti i sostenitori lo rispettano perché è un giocatore che non si risparmia. È un combattente come noi amiamo. Spero che le grosse squadre non ce lo freghino. Oltre alle sue qualità calcistiche, è molto piacevole ancghe nella vita di tutti i giorni. Tutti glielo riconoscono in città”, ci assicura il nostro conducente che ha tenuto a raccontarci un aneddoto che ha fatto il giro della città a proposito del nostro compatriota.

“Sapete, ciò che ha più toccato le persone qui è il fatto che abbia confidato ad un giornalista locale che il suo primo grosso ingaggio da calciatore gli ha permesso di realizzare un sogno dell’ infanzia, offrendo una bella casa a Lione, alla sua famiglia. È un gesto che ha toccato tutti gli abitanti di Siena. Gli italiani sono molto sensibili a questo genere di attenzione per la famiglia. Sapete, qui, è tutto piccolo e una notizia può fare il giro della città in un attimo. Non è come Milano, Roma o Torino”. Ci chiede di salutare calorosamente il nostro compatriota prima di depositarci allo stadio.

“Siete il primo giornalista algerino che rende visita a Siena”

Arrivati cinque minuti prima del nostro appuntamento, credevamo di dover pazientare prima dell’ arrivo di Ghezzal. Ma grande fu la nostra sorpresa nel vedere che il giocatore del Siena c’aspettava già sul posto, da un pò di tempo, impaziente di incontrare un compatriota giornalista.

Abdelkader Ghezzal ci accoglie calorosamente presentandoci ai dirigenti del Siena, non come un semplice giornalista del suo paese, ma piuttosto come il suo invitato personale. Questo per permetterci di realizzare il nostro lavoro nelle condizioni ottimali.

“E’ il primo giornalista algerino ed arabo che viene a rendermi visita. È un onore per me presentarvelo e mostrargli in quali condizioni lavoro a Siena”.

Al primo colpo, la discussione si è avviata sul calcio algerino e la nazionale.

E’ stata l’opportunità per estrarre il nostro regalo-sorpresa.

“Non posso cominciare l’intervista senza avere fatto una foto con la nostra bandiera e la maglia della nazionale. Questa è una vera sorpresa. Sono commosso”.

Ghezzal non ha voluto scattare la foto in città, ma sul campo, nel bel mezzo del prato

“È un momento storico per me”, confida tutti felice mentre infila la maglia che lo faceva sognare.

Inizia l’intervista alla TV con la bandiera algerina nelle mani

Della sua regione originaria, vicino a Tlemcen, Abdelkader Ghezzal non ha ricordi precisi.

“Abbiamo vissuto all’algerina, anche se eravamo nella periferia di Lione, con i piatti di mia madre come il cuscus ed il tchakhtchoukha. Siamo cresciuti coi nostri valori, ne siamo impregnati totalmente, assicura. Dei suoi altri tre fratelli, c’è Rachid che segue le stesse tracce a Lione.

“Si districa discretamente finora, ma deve lavorare ancora più se vuole emergere. Spero che faccia carriera e meriti, un giorno, un posto nella selezione dell’Algeria”, sostiene.

Abdelkader ha scherzato quando si gli abbiamo chiesto se si sarebbe sposato con un’algerina, in modo di trasmettere la stessa cultura ai suoi bambini.

“Tutto è in mano del mektoub (destino). Mi dovrà fare dei piatti come quelli di mia madre”, scherza con l’aria felice di parlare, in terra straniera, lo stesso linguaggio della sua famiglia.

Prima di lasciarci, Ghezzal ha tenuto a farci fare un giro dell’impianto del suo club, presentarci alcuni dei suoi compagni di squadra, come il Franco-marocchino, Housseine Kharja e l’italiano Christiano Del Grosso che sono i suoi migliori amici al Siena. La sua disponibilità non ha uguale così come la sua simpatia. Ciò che si può dire del nostro incontro con Ghezzal, di questo ragazzo dall’educazione perfetta, è che ha l’Algeria che circola nelle sue vene. Se ne dubitate si preoccuperà di provarvelo con tutti i mezzi. A costo di perdere definitivamente il contatto con la nazionale di Francia il cui responsabile dovrà sbarrare oramai il suo nome. Per la felicità della sua famiglia ma anche di tutto un popolo, impaziente di vederlo giocare con i Verdi.

 

“Tutto va bene per me qui. Soprattutto dopo avere guadagnato la fiducia dell’allenatore e dei miei compagni di squadra. Questa stagione si annuncia in modo molto promettente per me. Sono stato chiamato dal selezionatore dell’Algeria per giocare per il mio paese. Ne sono onorato perché ciò mi rinforza nel mio percorso.

Chi ti ha chiamato per la Nazionale?

“Il signor Saâdane in persona. Lo conosco di nome perché non è la prima volta che prende in mano la selezione algerina”

Che cosa ti ha detto Saâdane?

“Il dialogo è stato molto amichevole amichevole, direi molto fraterno. Mi ha detto che gli interessavo per rinforzare la squadra e che segue da vicino il mio percorso a Siena. Mi ha esortato ad aumentare i miei sforzi per progredire ancora più. Mi ha detto che non avrebbe tardato a venire qui a Siena per incontrarmi e vedermi giocare. Il colloquio con Saâdane mi ha toccato veramente”

Per quali ragioni esattamente?

“Perché era il primo contatto ufficiale che mi avvicinava alla selezione del mio paese. L’inizio della realizzazione di un sogno d’infanzia. Non mi ho potuto fare a meno di chiamare i miei genitori ed i miei fratelli per annunciare loro la buona notizia.”

Come ha reagito la tuafamiglia?

“Erano estremamente felici. Da quel momento, il mio telefono non ha smesso di suonare, dai miei amici di Francia alla mia famiglia dell’Algeria, tutti mi hanno chiamato per congratularsi con me. Ne sono incantato. Sono fiero di ciò che sto facendo e di avere raggiunto un livello che mi ha permesso di suscitare l’interesse del selezionatore del mio paese.”

Nel tuo colloquio con Saâdane, hai toccato un punto particolare prima di dare la tua risposta?

“L’ho ringraziato per avermi onorato con questa chiamata e gli ho detto che mi mettevo, fin da questo istante a disposizione della Nazionale. Raggiungerò i Verdi appena l’allenatore farà la convocazione e verrò con un enorme piacere. È un grande onore per me giocare per il mio paese. Non potete immaginare a che punto.”

Vi ha dato appuntamento ad una data precisa?

“Tutto ciò che mi interessa ora, è che il selezionatore dei Verdi mi abbia chiamato per chiedermi di continuare a fare ciò che ho fatto dall’inizio di stagione. Sono convinto che mi convocherà spesso se continuo sullo stesso ritmo. Sono già pronto nella mia testa.

Hai riferito la notizia ai dirigenti di Siena?

“Naturalmente. Ne ho parlato ai dirigenti, al mio allenatore ed al mio manager.”

Quale è stata la loro reazione?

“Si sono congratulati di ciò con me, tutti. Quando un giocatore diventa internazionale, i dirigenti sono contenti e rafforzano le loro scelte quando mi hanno ingaggiato. L’allenatore è soddisfatto anche del lavoro che ha realizzato con me.”

Ciò vuole dire che il club ti lascerà raggiungere la selezione appena vieni convocato?

“Penso di sì. Ci sono anche i regolamenti del FIFA che proteggono i diritti dei giocatori internazionali.”

Hai pensato a chiamare alcuni internazionali algerini per informarti della situazione della squadra?

“Certo ci ho pensato. Ma ad ora, non l’ho fatto ancora. Li chiamarò nei prossimi giorni”

Hai visto già delle partite della Nazionale?

“Molto raramente. Ma è solamente per mancanza di tempo. I matchs sfilano ad un ritmo frenetico. È ciò che c’impedisce di guardare le partite degli altri.Ho potuto vedere solo alcune sequenze delle partite giocate contro il Senegal e la Liberia.”

Da ciò che hai visto, pensi di poter dare un contributo?

“Mi sento veramente pronto a raggiungere la nazionale. Porterò la mia grande volontà alla squadra. Ma ciò non vuole dire che non avrò bisogno di un tempo di adattamento. Spero che si sia un poco indulgenti con me i primi tempi. Personalmente, farò tutto per non pesare sui miei compagni di squadra. Non ho nessuna esperienza a livello dell’Africa. Non so come sarà. Ma ho una grande fiducia di potere riuscire con l’aiuto dell’allenatore, dei miei compagni di squadra ed il sostegno del pubblico algerino.”

Quali possibilità in questo gruppo composto dell’Egitto, della Ruanda e della Zambia?

“So che tutti vedono l’Egitto come favorito in questo gruppo. Ma posso assicurarvi che possediamo altrettante carte vincenti per qualificarci. Abbiamo un calcio che può rivaleggiare con più grandi dell’Africa. Bisogna credere fermamente se no, non vale anche la pena di andare a giocare. Sono sicuro che possiamo offrire una terza qualifica ai Mondiali dopo quelle del 1982 e 1986.”

Sembra che conosci bene il passato della nazionale?

“Non sufficientemente, purtroppo. Ne avrei dovuto sapere molto più. Ma provo a conoscere ogni giorno di più la mia nazionale.So che l’età di oro del calcio algerino era a questo periodo e che avevamo dei giocatori superdotati. Non ero ancora nato in quell’ epoca, ma le buone cose si trasmettono a tutte le generazioni.”

Quali giocatori conoscete dell’in gli anni 80?

“Chi al mondo non conosce Rabah Madjer? Quale è il dilettante di calcio che non ha apprezzato le sue prestazioni col FC Porto? È un giocatore che ha segnato il calcio per tutta la vita. Ma avrei voluto conoscere anche gli altri di cui si dice bene molto.”

Segui il campionato dell’Algeria?

“Francamente no, per mancanza di tempo. Mi accontento di seguire il campionato di Francia che mi dà la possibilità di vedere giocare i nostri compatrioti come Rafik Saïfi e Karim Ziani.”

Conosci almeno uno o due club dell’Algeria?

“Certamente! Più conosciuti sono il JSK ed il Mouloudia di Algeri. Sono questi due club di cui si sente maggiormente parlare in Francia. So anche che c’è un ambiente molto caldo negli stadi dell’Algeria. Ho fretta di giocare con la nazionale e particolarmente nel famoso stadio del 5-luglio di cui mi hanno molto parlato. Ho sempre sognato di essere li e di essere sostenuto da questo meraviglioso pubblico algerino. Mi hanno detto che l’ambiente è incomparabile. Voglio vedere ciò con i miei occhi, dentro al campo. Sarebbe formidabile.”

Hai lottato per raggiungere la serie A Italiana?

“La serie A italiana è il campionato più difficile al mondo. Il livello è molto più forte che altrove. Questo tutti lo sanno. Arrivare a segnare in Italia non è un affare facile. Ho avuto molta fortuna nel arrivare giovane in Italia. Ho conosciuto un inizio difficile il primo anno B a Crotone ma poi, in serie C1, ho fatto 20 reti che hanno suscitato l’attenzione dei club di serie A. Ho giocato 33 partite. Ringrazio Dio di avermi risparmiato incidenti.”

Il pubblico di Siena ti ammira molto

“Ne sono molto toccato. Le dimostrazioni di simpatia che ricevo da parte dei sostenitore, manifestano una sincerità reale. Mi hanno riservato la prima pagina nell’ultimo numero del giornale del club. Ciò mi ha toccato veramente.”

Non si sapeva se optavi per la squadra della Francia o per l’Algeria; Hai esitato un poco…

“Francamente, da quando ho raggiunto la Serie A, ho cominciato a pensare alla selezione. Non ho esitato, perché pensavo sempre all’Algeria. La chiamata di Saâdane mi ha evitato ogni esitazione. È lui che mi ha chiamato per primo ed è ciò che aspettavo. Grazie a Dio questo capitolo è chiuso”

Quando sei stato l’ultima volta in Algeria?

“Molto tempo fa. Ero ancora un bambino. “

Ti invitiamo ad assistere alla consegna del Pallone di oro, verrai?

“Con un enorme piacere. Sarà un grande onore per me esserci e visitare il paese. Mi congratulo da ora col vincitore di questo anno. Spero di assistere veramente alla cerimonia.”

Si parla della venuta di Ronaldo a Siena; un commento?

“Sarà un immenso onore di giocare una sola partita al suo fianco. Ho appreso ciò nella stampa.”

Ti abbiamo visto commosso quando ti abbiamo dato la maglia e la bandiera dell’Algeria

Mi sono commosso alle lacrime. L’ho baciata spontaneamente perché questa bandiera rappresenta molto ai miei occhi. Si direbbe che aspettavo questo gesto al momento della vostra venuta. Ringrazio sinceramente il vostro giornale che ha preso questa iniziativa. Ho appena baciato la nostra bandiera e mi auguro vivamente di portarla molto alto in compagnia dei miei compagni di squadra della selezione.”
Fonte: Fedelissimi