Da allenatore sarà la prima volta, ma da calciatore Tommaso Bellazzini, attuale mister del Ghiviborgo, ha sfidato in varie occasioni la Robur. È andato anche vicino ad indossare il bianconero, l’anno di Conte in Serie B, spiega a Canale 3 Toscana. “Giocavo nel Cittadella, in estate ci fu l’interesse dell’allenatore e una piccola possibilità di approdare al Siena. Non è andata così, peccato perché sarebbe stata una bellissima esperienza”. Bellazzini sfidò allora la Robur in campo e conserva due ricordi negativi di quella stagione. “All’andata rimanemmo in dieci nel primo tempo (il Siena vinse poi 3-1, ndr) e io venni sacrificato per far entrare un difensore. Mi dispiacque molto perché stavo facendo bene e poi perché giocare quel tipo di partite in quello stadio è sempre bello per un giocatore. Al ritorno, invece, subii un infortunio grave, uno stiramento all’adduttore, in un contrasto con Sestu, che poi ho ritrovato come compagno anni dopo ad Alessandria. Ma di ricordi ne ho anche di positivi, ad esempio in C con la Pistoiese dove conquistai un rigore. Giocare contro il Siena è sempre stato un’esperienza bella, soprattutto al Franchi”.
Bellazzini, lasciato il calcio giocato (nel 2022), lo scorso anno ha fatto da vice a Nico Lelli al Ghiviborgo, che quest’estate lo ha promosso a primo allenatore. “Guido una squadra estremamente giovane e sono molto contento. Sono straordinari, di valore, e questo mi permette di lavorare tanto sul campo e di proporre delle idee. In alcuni ambienti non è possibile, perché devi gestire tante situazioni anche esterne”. Il Ghiviborgo non si identifica in un modulo preciso. “Non siamo molto legati a un sistema di gioco. Molto varia in funzione dell’avversario e dei giocatori che ho a disposizione partita dopo partita. La nostra filosofia è cercare il più possibile il palleggio e recuperare velocemente la palla”.
“Il Siena è una squadra molto forte, piena di giocatori di alto livello che hanno giocato anche in B – sottolinea Bellazzini – è una squadra esperta, attaccata al risultato e difficile da affrontare, perché sa fare tante cose, si sa difendere compatto, sa difendere più alto, ha tante situazioni offensive, ha struttura. Se non mettiamo la versione migliore di noi stessi, è difficile fare un risultato positivo”.
“Quest’anno il campionato penso sia più difficile dello scorso anno, ci sono tante squadre esperte che hanno investito, il livello medio è alto – conclude l’allenatore del Ghiviborgo – è solo una percezione, non posso confermarlo adesso avendo affrontato solo tre partite. Metto il Livorno un gradino sopra le altre, per profondità di rosa ed esperienza dell’allenatore che sa come centrare il grande obiettivo. Poi ci sono tantissime squadre: Siena, Grosseto, Gavorrano, il Seravezza, le romane, e ho constatato della forza dell’Ostiamare, che al debutto ci ha sconfitto nettamente”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
