Begnini e l’acquisto del Siena “Se sono rose fioriranno”

Monza – Dal Monza e ai sogni infranti di serie B a una, pur al momento pericolante, serie A. Il nome di Giovan Battista Begnini torna, di prepotenza, sul palcoscenico del calcio che conta. E lo fa accostato al nome del Siena calcio. Ormai da diversi mesi il Monte dei Paschi sta svolgendo il ruolo di garante in una possibile vendita delle azioni di maggioranza in mano all’avvocato Giovanni Lombardi Stronati (l’80%) e quelle della minoranza della società “Siena Insieme” (20%).
Interessati alla Robur sono due professionisti: il primo fa parte del mondo dell’economia, con fortissimi legami e conoscenze nel mondo del calcio e con contatti senesi che si sono già mossi alcune settimane fa. Per la precisione, il 2 novembre scorso avrebbero preso visione delle carte relative al Siena ed hanno avanzato anche una proposta di acquisto, ritenuta però troppa bassa dai “garanti” della trattativa. Il secondo interessamento riguarda proprio la famiglia Begnini.
Lunedì scorso a Firenze, nel corso di una giornata di lavoro, Giambattista Begnini ha parlato con alcuni dirigenti della banca Mps che gli hanno evidenziato l’attuale situazione della Robur: “E’ stato soltanto un pour parler, mi hanno chiesto cosa ne pensavo. Non è vero che sono in trattativa per l’acquisto del Siena” ha spiegato ieri l’eclettico imprenditore bergamasco. “Ho dato la mia disponibilità a parlarne, a fare delle valutazioni, naturalmente devono esserci riscontri con gli interlocutori. Io sono un uomo di sport, so bene cosa vuol dire l’impegno e per questo lascio riflettere. Io sono disposto a parlarne, da lunedì però non ho sentito più nessuno”.

Allora qualcosa si sta muovendo sul serio?"
Lunedì ho soltanto parlato e parlare non costa nulla. Poi serve conoscere lo stato reale delle cose perchè oggi fare il dirigente, o meglio, il presidente di una squadra di calcio è un grandissimo impegno. Io ho una gran voglia di fare calcio, mi porto dietro un bagaglio pesante di esperienza però, ripeto, in questo mondo e in questo momento non è possibile inventarsi niente, tantomeno essere presidente”.

L’idea Siena però la stuzzica, non è vero?
“Il nostro legale sta lavorando, vedremo. Se sono rose fioriranno”.

La sua esperienza cosa insegna?
"Non farò questo passo se non potrò farlo, non metterò a rischio le mie aziende e i miei lavoratori per un progetto che non si può realizzare. Se poi ci saranno riscontri positivi…”.

Cosa pensa del trambusto che sta avvenendo a Siena? Potrebbe preoccuparla in una eventuale trattativa?
“Quello che sta accadendo a Siena avviene in tutte le città che hanno le squadre in lotta per la salvezza. Anche a Bergamo la situazione è questa. Purtroppo chi retrocede quest’anno perderà una grande occasione in fatto di soldi. In ogni modo, da quando ho lasciato il Monza ho avuto molto più tempo a disposizione per le mie aziende e l’unica cosa che veramente mi preoccupa è il lavoro in un momento di crisi così grave”.
Fonte: www.ilcittadinomb.it